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Google, caccia ai prodotti contraffatti nella propria pubblicità

Una segnalazione e il prodotto pirata, dopo la verifica, sarà cancellato dalla pubblicità di Google. Il motore di ricerca aggiunge nuovi strumenti, dedicati alle aziende ma anche agli utenti finali, per combattere le contraffazioni una piaga che affligge online diversi settori, dalla moda ai farmaci.

In pratica, gli utenti potranno segnalare direttamente con un modulo online che la pubblicità presente su Google (il search advertising con il sistema AdWords) o quella che il motore fornisce ai siti partner (con AdSense) si riferisca a un prodotto contraffatto anziché a quello originale. Google dal canto suo si impegna a rispondere entro 24 ore e dopodiché a fare una verifica che, nel caso riveli la denuncia fondata, porterà alla cancellazione degli account delle aziende fraudolente. Per facilitare nella ricerca dei moduli, Google ha realizzato un nuovo help center.

«Vogliamo che ci siano le condizioni perché i titolari dei brand possano interagire con noi per segnalare gli abusi nella nostra area di comunicazione», ha detto Stefano Maruzzi, country director di Google Italy, «e questo nel contesto più ampio di iniziative per essere più vicino ai consumatori, perché i prodotti contraffatti danneggiano non solo l'industria. Vogliamo impedire che attraverso la comunicazione Google continui a fare pubblicità a prodotti contraffatti».

Già negli ultimi sei mesi il motore ha terminato 50 mila account AdWords, il 95% attraverso le segnalazioni dei propri sistemi automatici che sono in grado di individuare gli annunci di prodotti piratati, sistemi che impareranno anche da tutte le segnalazioni in arrivo.

Fra i commenti quello di Michele Norsa, ceo di Salvatore Ferragamo: «L'e-commerce sta diventando sempre più strategico per la crescita del nostro business», ha detto, «ma combattere la distribuzione online di prodotti contraffatti è una grossa sfida. Apprezziamo gli sforzi di Google nell'affrontare questo problema. Crediamo che sia noi che i nostri clienti beneficeremo di questo, così come l'intera industria della moda».

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