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Golinelli, polo dei farmaci made in Italy

Fusione in vista tra l’Alfa Wassermann di Bologna e le attività di Sigma-Tau nell’industria farmaceutica tradizionale. Il nuovo gruppo farà capo alla famiglia Golinelli, mentre buona parte degli eredi di Claudio Cavazza, morto nel giugno 2011, uscirà di scena. L’ultimo atto delle trattative è previsto nei prossimi giorni, al massimo entro fine febbraio. Così, se l’operazione andrà in porto, nascerà un polo che punta a ricavi per un miliardo di euro. Nella nuova holding confluiranno l’Alfa Wassermann e la Sigma-Tau industrie farmaceutiche, che rappresenta circa due terzi del gruppo, il cui fatturato complessivo è intorno a 700 milioni (con 2 mila dipendenti). Non risultano coinvolte, invece, le attività nei farmaci per la cura delle malattie rare, che Sigma-Tau ha sviluppato soprattutto negli Stati Uniti . 
Il gruppo bolognese invece ha ricavi per oltre 400 milioni di euro, in crescita costante. Il 55% del fatturato deriva da vendite sui mercati internazionali. I principali sono Spagna e Stati Uniti, seguiti da Russia, Francia, Messico, Polonia. Gli altri seguono distanziati. La divisione estera è stata costituita verso fine anni Ottanta ed è cresciuta grazie ad acquisizioni in Stati Uniti, Spagna, Portogallo. La spinta più forte allo sviluppo oltrefrontiera è degli ultimi anni. L’accordo con gli eredi di Claudio Cavazza (i figli nati da due matrimoni) e con il fratello (che ha sempre controllato una partecipazione di minoranza e resterà azionista) è stato seguito da Stefano Golinelli, l’amministratore delegato dell’Alfa Wassermann, a sua volta figlio del fondatore, Marino Golinelli. Quest’ultimo, tagliato il traguardo dei 95 anni, segue ancora l’azienda, pur dedicando il suo tempo alla Fondazione, costituita nel 1988 per promuovere l’educazione e la formazione dei giovani, definiti nello statuto «cittadini del futuro in un mondo globale». Il polo che sta nascendo avrà come socio Intesa Sanpaolo, attualmente azionista di Sigma-Tau con una partecipazione del 5 per cento. L’obiettivo iniziale è l’integrazione dei due gruppi e, dopo avere raggiunto il miliardo di ricavi, la quotazione del titolo in Borsa. Sigma-Tau ha attraversato momenti di forte crisi negli anni scorsi. Poi, dopo la nomina dell’amministratore delegato Andrea Montevecchi, è tornata al profitto anche se la parte redditizia è quella americana (esclusa dall’accordo). Tra le due società pronte alla fusione non ci sono sovrapposizioni significative, né in Italia né all’estero.

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