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Goldman Sachs mette gli occhi su Pirelli

Il fondo di private equity di Goldman Sachs ha messo gli occhi sulle gomme della Pirelli. Del resto tra la nota banca d’affari Usa e Marco Tronchetti Provera c’è un rapporto consolidato nel tempo: nel 2005 proprio Goldman fu l’unica a presentare un’offerta ritenuta degna di essere accettata per la divisione cavi del gruppo della Bicocca, che in seguito è stata ribattezzata Prysmian.

L’acquisizione del gruppo guidato da Valerio Battista fu un grande successo per la banca d’affari americana e solo due anni dopo la società venne ricollocata in Borsa a un prezzo pari a oltre il doppio. Questa volta invece l’affare potrebbero farlo i soci di Tronchetti Provera riuniti in Lauro 61, ovvero il veicolo che a fine estate ha promosso un’Opa su Camfin e che pertanto controlla il 26,2% del gruppo degli pneumatici. Gli azionisti principali del veicolo non quotato, oltre al numero uno della Bicocca che con la sua Mtp partecipazioni ha il 37%, sono il fondo Clessidra guidato da Claudio Sposito (25%), Intesa Sanpaolo (19%) e Unicredit (19%). E proprio nei patti parasociali che legano insieme Tronchetti e gli altri soci diLauro 61 è previsto che entro il 2017 Pirelli venga venduta a un nuovo investitore a un prezzo pari almeno al doppio rispetto all’investimento fatto lo scorso maggio da Sposito e dalle altre due banche. Tenendo conto della leva del veicolo e dell’Opa su Camfin, Clessidra e gli altri soci di Lauro 61 hanno in carico le azioni Pirelli a un prezzo di circa 6,5 euro, ma ieri i titoli del gruppo degli pneumatici valevano 11,8 euro e quindi una cifra non troppo lontana dal doppio che è previsto negli accordi parasociali. Fatto sta che il fondo di Goldman Sachs avrebbe contattatoTronchetti Provera poco prima delle feste di Natale, anche se i contorni di quello che potrebbe essere un investimento in Pirelli, magari indirettamente attraverso Lauro 61, non sarebbero ancora stati definiti. Le discussioni però procedeno, tant’è che il gruppo della Bicocca che stava valorizzando le attività dellosteel corded esaminando la possibilità di un dual listing, ha per il momento sospeso gli altri progetti in attesa di capire se si concretizzeranno o meno degli avvicendamenti nell’azionariato.
E in proposito ieri in un’intervista al Frankfurter AllgemeineZeitung, Tronchetti Provera ribadiva di voler lasciare il suo incarico di presidente e ad del gruppo e vendere la sua partecipazione in Pirelli nel 2017, ovvero proprio quando scadranno i patti parasociali che governano su Lauro61. Il numero uno del Bicocca nel futuro di Pirelli vede un gruppo sempre più internazionale dato che «quando un’azienda supera certe dimensioni è difficile trasferire il ruolo di responsabile per via ereditaria. A suo avviso la Pirelli non è piùun’azienda familiare, in quanto «grandi gruppi industriali sono oggi così complessi da non poter essere gestiti da una famiglia», anche se aziende familiari di successo continuano a formare la spina dorsale dell’economia italiana. Tronchetti Provera considera poi difficili le prospettive in Italia per un imprenditore, in quanto «lavorare sul piano imprenditoriale nel nostro Paese è diventato troppo costoso e troppo complicato — ha detto al
Frankfurter —. Ci sono troppi impedimenti e troppa burocrazia, molte strutture e modi di pensare nella politica, nei sindacati e a volte anche nell’associazione degli imprenditori sono diventati nel frattempo obsoleti ».
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