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Golden power, via all’esame: ampliato lo scudo antiscalate

Nuova golden power in assetto variabile. Ieri al Consiglio dei ministri, in serata, il sottosegretario Lorenzo Fraccaro ha svolta un’informativa sul Dpcm attuativo delle norme del decreto legge liquidità per rafforzare lo scudo antiscalate. Il decreto del presidente del Consiglio, ancora in bozza, configura le procedure per difendere i settori economici italiani dalla minaccia di acquisizioni estere.

La golden power è stata estesa tra l’altro all’agroalimentare, energia, salute, assicurazioni, finanza, acqua, dati sensibili, infrastrutture (anche elettorali), tecnologie aerospaziali, intelligenza artificiale e robotica. L’applicazione sarà anche intra Ue, ci sarà esercizio d’ufficio dei poteri speciali, aumento di obblighi di notifica ed estensione della normativa alle pmi. Saranno sottoposti all’obbligo di notifica gli atti sulle modifiche di titolarità, del controllo o della disponibilità e acquisti di partecipazioni rilevanti. Alla Camera mercoledì scorso l’area di protezione è stata allargata – in via provvisoria, fino a fine anno – al mantenimento dei livelli occupazionali e della produttività dei settori siderurgico e agroalimentare. Il meccanismo messo in piedi avrà dunque degli aggiustamenti. Il Copasir, ieri pomeriggio, ha diffuso una nota preoccupata.

Frutto anche delle recenti audizioni con Ubi e Mediobanca al comitato presieduto da Raffaele Volpi (Lega) proprio sul rischio scalate dall’estero nel settore finanziario. I segnali per il Governo sono arrivati così in un attimo. Volpi ha comunicato che «l’ampliamento degli obblighi dinotifica può risultare insufficiente». Imprese nazionali strategiche restano dunque ancora a rischio. Il comitato parlamentare chiede di introdurre in via transitoria «un regime autorizzatorio» anzichè il meccanismo attuale di protezione, meno severo, azionabile con procedure di acquisizione già avviate. Anche se, precisa Volpi, «la presenza dello Stato non dovrebbe condizionare l’attività di impresa». Ancora più duro Adolfo Urso (Fdi): oltre al regime autorizzativo «anche in funzione preventiva» chiede di «alzare la soglia di intervento anche per le imprese intraeuropee» altrimenti la norma «rischia di essere inefficace». Secondo Urso «rispetto alla prima versione del testo di governo circolata sulla nuova golden power, quella ufficiale emanata alla fine è stata più blanda. Vorremmo sapere perchè». Palazzo Chigi, comunque, è stato informato a più riprese dai servizi di informazione e sicurezza delle criticità sulla vicenda Ubi-Intesa; sulle mire su Borsa Italiana; sugli scenari di Mediobanca e Generali. Assetti strategici soggetti, oggi più che mai, a sfide senza esclusione di colpi. I nuovi confini, l’intensità e la capacità difensiva della nuova golden power diventano così un’arma più o meno valida contro minacce internazionali diventate micidiali. Sottolinea Benedetta Fiorini (Fi), segretario della commissione Attività produttive della Camera: «Non sappiamo ancora quando la situazione economica si stabilizzerà dopo essere stata stravolta dal Covid-19. L’attenzione del Governo deve essere massima. Ne va della sicurezza nazionale e della tenuta del nostro sistema produttivo». Per Benedetta Fiorini «la golden power va inserita in un progetto più ampio di tutela delle nostre imprese. Un vero piano industriale, oggi più che mai strategico e indispensabile per ripartire». Dentro il governo, dunque, ora si sviluppa un confronto conclusivo sul decreto di attuazione. Il testo porterà la firma del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ma ha un valore politico generale e non può non tenere conto delle osservazioni dei componenti del Copasir, del dibattito tra i ministri coinvolti, delle nuove modifiche già introdotte in Parlamento. E delle minacce incombenti – e della loro portata – all’economia nazionale rappresentate dai report riservati dell’inteligence. Non c’è tempo da perdere.

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