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Golden power, il Mef traccia i nuovi poteri

Roma – È partita a pieni giri la macchina del Mef, il dicastero guidato da Roberto Gualtieri, per lanciare la nuova golden power. Non è escluso un pacchetto di norme più ampio: l’obiettivo politico è il salvataggio degli interessi economici italiani e la tutela delle aziende strategiche. Oggi a rischio anche se, per ora, non ci sono evidenze specifiche. Ma le speculazioni sui titoli in borsa sono quotidiane e in aumento. Mentre si moltiplicano le manovre dei fondi internazionali. Dopo alcune incertezze tra i politici del governo, nonostante le numerose dichiarazioni, il ministero dell’Economia e Finanze – oltre a Gualtieri il viceministro Antonio Misiani e i tecnici della Direzione generale del Tesoro guidati da Alessandro Rivera – ha aperto il dossier. Si parla di estendere la golden power ai settori bancario e assicurativo. Ma anche a quello delle grandi aziende del settore sanitario oggi più che mai strategiche. Il confronto sulle norme a livello tecnico coinvolge la Difesa, il ministero dello Sviluppo Economico e la presidenza del Consiglio: l’ufficio del sottosegretario Riccardo Fraccaro, i tecnici del presidente Giuseppe Conte a partire dal Segretariato generale e il Dis.

Improbabili tempi fulminei: serve una sintesi tra gli uffici ministeriali e, poi, quella politica, benchè la richiesta di un intervento sia pressante a partire dal presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. La soluzione normativa finale è così ancora incerta nella sostanza ma anche nella forma. Potrebbe essere un emendamento di governo al primo provvedimento utile in approvazione parlamentare o, come vorrebbe qualcuno, ma è più difficile, un provvedimento ad hoc. Una scossa al governo a breve sarà mandata dal Copasir, con un’agenda già definita ben prima dell’emergenza Covid-19 per fotografare un rischio scalate ai nostri asset stragici già in crescita prima della pandemia. Domani il comitato parlamentare si riunisce a palazzo San Macuto, in prima linea il presidente Raffaele Volpi e il vice Adolfo Urso. È probabile alla fine dei lavori una comunicazione ufficiale di ulteriore impulso all’Esecutivo. Le turbolenze di mercato sono minacciose. Ci sono molte società pregiate con una cassa netta superiore alla loro capitalizzazione. Il rischio è ogni giorno più alto.

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