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Gli utili Unicredit a 3,26 mld

Profitti in aumento per Unicredit, che nei nove mesi ha realizzato un utile netto rettificato di 3,26 miliardi di euro, che corrisponde a una crescita dell’8,2% su base annua. I ricavi sono invece scesi del 2% a 13,984 miliardi. I costi operativi sono risultati in diminuzione del 3,6% a 7,418 miliardi, mentre le rettifiche operate sui crediti sono salite del 2,6% a 1,738 mld. Il margine d’interesse ha registrato un calo del 2,2% a 7,7 miliardi e le commissioni sono scese del 2,1% a 4,7 mld.Grazie alla classificazione Ifrs5 del portafoglio Npl di mutui residenziali in Italia pari a 4,1 miliardi di euro, i crediti deteriorati lordi sono crollati del 29,5% a 29 miliardi. Il rapporto costi-ricavi si è ristretto al 53% rispetto al 53,9% di settembre 2018. Sul fronte patrimoniale il Cet1 si è posizionato al 12,6%.

Per quanto riguarda l’intero esercizio, Unicredit ha confermato ricavi a quota 18,7 miliardi, un obiettivo di costi a 10,1 miliardi e un costo del rischio a 55 punti base. Le esposizioni creditizie deteriorate lorde sono attese, per la parte non core, sotto 10 mld. L’utile netto rettificato viene indicato a 4,7 miliardi, con un rote superiore al 9% e oltre il 10% per la core bank. Il Cet1 Mda buffer è stimato nella parte alta della forchetta compresa tra 200 e 250 punti base.

«Confermiamo il miglioramento delle esposizioni creditizie deteriorate lorde della non core, che saranno inferiori a 10 miliardi di euro alla fine del 2019», ha annunciato l’a.d. Jean Pierre Mustier, «mentre il rapporto fra crediti deteriorati lordi e il totale crediti lordi del group core si attesta ora a un livello basso del 3,6%. Dal lancio di Transform 2019 le esposizioni creditizie deteriorate lorde di gruppo sono scese di quasi 50 miliardi». Il capoazienda ha anche rivendicato che «è la prima volta che una banca italiana rispetta un piano strategico».

Parlando poi della decisione di Unicredit di spostare gli effetti dei tassi negativi ai clienti con un patrimonio superiore al milione di euro, l’a.d. ha osservato: «In realtà molti banchieri sono d’accordo e tutte le banche lo stanno facendo, anche se lo chiamano in modo diverso. Noi vogliamo essere trasparenti: vogliamo dire quello che facciamo». Sul fronte turco, fonti di mercato hanno riferito recentemente della volontà di cedere la partecipazione del 40% in Yapi Kredi. «Siamo presenti in 14 paesi», si è limitato a dire Mustier, «e per aspetti diversi consideriamo strategici tutti quelli in cui lavoriamo. Siamo felici di essere lì».

A Piazza Affari Unicredit ha chiuso in rialzo del 5,96% a 12,806 euro dopo un massimo di seduta a 12,95 euro, vicino al top dell’anno toccato in aprile.

Giacomo Berbenni

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