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Gli utili di Bper a 176 milioni

Forte miglioramento della qualità degli attivi, elevato livello patrimoniale e soddisfacente redditività: si può sintetizzare così, usando le parole dell’a.d. Alessandro Vandelli, l’esercizio 2017 di Bper, che ha archiviato l’anno con un balzo dell’utile netto a 176,4 milioni di euro dai 14,3 dell’anno precedente. Sul risultato hanno influito negativamente la perdita generata dall’ingresso nel perimetro di gruppo di Nuova Carife e poste non ricorrenti per 169,9 milioni, sostanzialmente bilanciate dall’iscrizione del badwill per 190,9 mln.

Calano i crediti deteriorati netti a 5,4 miliardi, in diminuzione del 12,8%, con un coverage ratio complessivo del 48,7% (44,5% a fine 2016). La componente di sofferenze nette è scesa del 3,9% a 2,9 miliardi. La raccolta diretta da clientela si è attestata a 50,2 miliardi (47,7 mld a fine 2016) e quella indiretta, valorizzata ai prezzi di mercato, è stata pari a 35,9 miliardi (32,9 mld). In particolare, la raccolta gestita è stata di 19,8 miliardi, presentando una raccolta netta positiva per circa 2,2 mld, quasi raddoppiata rispetto agli 1,2 mld dell’esercizio precedente. La posizione interbancaria netta risultava negativa per 10 miliardi rispetto agli 8,1 di fine 2016. Il Cet 1 ratio phased in era pari al 13,89% (13,8% a dicembre 2016).

«Il cda ha valutato molto positivamente l’andamento del gruppo nell’esercizio appena concluso, in particolare riguardo a tre aspetti fondamentali quali il trend di forte miglioramento della qualità degli attivi, l’elevato livello patrimoniale e la soddisfacente redditività», ha commentato l’a.d. Alessandro Vandelli. «Alla luce di questi elementi estremamente positivi e della fiducia nelle prospettive di crescita del gruppo, il consiglio ha approvato la proposta di distribuire un dividendo di 11 centesimi di euro, in significativa crescita rispetto ai 6 centesimi erogati nel 2016. A ciò si aggiunge la forte accelerazione nel miglioramento della qualità del credito».

Vandelli ha spiegato che, «alla luce di un miglioramento della qualità del credito superiore alle aspettative e in virtù dell’ampia dotazione patrimoniale di gruppo, è allo studio un aggiornamento del Piano Npe, con obiettivi di riduzione dello stock ancora più ambiziosi di quelli comunicati in novembre».

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