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Gli Usa spiano l’ambasciata italiana L’Europa si infuria con Washington

MENTRE l’Europa si infuria alla notizia che gli Stati Uniti spiavano le sedi comunitarie a Washington, New York e Bruxelles, e minaccia di bloccare i negoziati commerciali sulla zona di libero scambio Ue-Usa, nuove rivelazioni del settimanale tedesco Der Spiegele del quotidiano britannico Guardian, sempre attribuite ai dossier raccolti da Snowden, ampliano la portato dello scandalo.
Secondo quanto riferisce il sito delGuardian, la Nsa (National Security Agency) aveva individuato 38 “bersagli” tra le ambasciate e le delegazioni straniere a Washington e a New York presso le Nazioni Unite. Tra queste c’erano anche, oltre agli uffici di rappresentanza dell’Unione europea, le ambasciate di Italia, Francia e Grecia, oltre che quelle di Messico, Giappone, India, Turchia e Corea del Sud. L’ambasciata d’Italia a Washington era indicata in codice con i nomi “Bruneau” o “Hemlock”. L’intelligence americana utilizzava una vasta serie di strumenti per spiare le comunicazioni diplomatiche: intercettazioni telefoniche e delle trasmissioni via radio, microspie e perfino uno strumento per leggere le comunicazioni criptate via fax.
Ieri intanto il settimanale tedesco Spiegel è uscito con nuove rivelazioni citando documenti della Nsa secondo cui Washington divideva gli alleati in categorie. La prima categoria era riservata agli stessi Stati Uniti. Della seconda categoria, esclusa dalle operazioni di spionaggio delle comunicazioni, facevano parte i Paesi anglosassoni: Gran Bretagna, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Gli altri Paesi europei, tra cui l’Italia, facevano parte degli alleati «di terza classe» e venivano regolarmente spiati. «Siamoautorizzati a intercettare le comunicazioni della maggior parte degli alleati di terza categoria, e lo facciamo», scrive il documento della Nsa citato dalloSpiegel.
Secondo i documenti forniti da Snowden e pubblicati dal giornale tedesco, la Germania era di gran lunga il Paese europeo più monitorato dall’intelligence americana con una media di cinquecento milioni di comunicazioni telefoniche e via internet registrate ogni mese. La città maggiormente controllata era Francoforte, dove hanno sede sia la Banca Centrale europea sia la Bundesbank tedesca. Anche le comunicazioni private in Francia e Italia venivano registrate, sia pure in misura minore. In Francia le intercettazioni erano su una media di sessanta milioni al mese. In Italia, tra il 10 e il 19 dicembre 2012 sono state intercettate una media di quattro milioni di comunicazioni al giorno, scese poi a zero il 25 dicembre, giorno di Natale.
Le razioni a questa pioggia di notizie non si sono fatte attendere, almeno da parte dei principali Paesi europei. Il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha immediatamente contattato l’ambasciata americana a Bruxelles chiedendo «un chiarimento completo ». Lo stesso ha fatto anche la Commissione europea. «Tra alleati, non ci si spia», ha dichiarato la vicepresidente della Commissione europea Viviane Reding, responsabile per le questioni di libertà e giustizia. Bruxelles minaccia di bloccare il negoziato in corso con Washington sulla creazione diuna zona di libero scambio. «Non si può negoziare un grande accordo transatlantico se c’è anche il minimo sospetto che i nostri partner mettano sotto ascolto gli uffici dei negoziatori europei», ha concluso Reding. La Nsa ha confermato che gli Stati Uniti risponderanno «attraverso i canali diplomatici».
Perentorie richieste di chiarimenti sono state inoltrate a Washington sia dal governo francese sia da quello tedesco. In Germania, la Cancelliera Angela Merkel viene messa sotto pressione dall’opposizione diverdi e socialdemocratici, che avanzano perfino il sospetto che le operazioni di spionaggio da parte americana fossero in qualche modo tollerate da Berlino. Intanto la procura federale di Karlsruhe ha fatto sapere che si sta preparando ad aprire un’inchiesta penale a carico delle autorità americane.
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