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Gli uomini d’oro di BlackRock a Milano. Parte la caccia ai nuovi affari in Italia

Una volta all’anno Larry Fink, 62 anni, fondatore e Ceo di BlackRock,riunisce i 150 top manager più importanti del gruppo per discutere sugli scenari dell’economia globale e valutare dove conviene investire. La notizia è che quest’anno Fink ha scelto Milano per il Global leadership summit, che è considerato l’appuntamento interno più importante del maggiore fondo di investimenti del mondo, con 4.300 miliardi di asset gestiti. Finora la riunione si era tenuta sempre a New York, dove il fondo ha il quartier generale, ad eccezione della trasferta a San Francisco, dove a inizio dicembre 2009 BlackRock ha completato la mega acquisizione di Barclays Global Investors (Bgi) per 15,2 miliardi in cash e azioni, e poi a Londra, a segnalare l’importanza degli investimenti europei. Ora gli uomini d’oro di BlackRock, quelli che decidono dove allocare investimenti e risorse, sbarcano a Milano. Alloggiano all’hotel Principe di Savoia e da ieri pomeriggi sono riuniti «in conclave» a Palazzo Mezzanotte, in Piazza Affari, per tre giorni, fino a domani.
E’ un segnale significativo: racconta quanto sia cambiato il vento anche sul mercato italiano che, in un quadro di incertezza globale e di nuova fragilità delle economie emergenti, torna a rappresentare un buon investimento. L’Italia è un’opportunità. Il Paese, ha spiegato Fink ai suoi, sta cambiando in modo positivo e la discontinuità che si sta concretizzando, anche a livello politico, è utile e necessaria. Che per le aziende (e il risparmio) di casa nostra ci sia un forte interesse lo dimostra del resto lo shopping accelerato che negli ultimi mesi ha portato proprio il fondo Usa a conquistare partecipazioni di peso anche nelle banche italiane, finora considerate l’anello fragile del sistema, da Unicredit (5,2%) a Intesa (5%), da Mps (la quota è stata poi ridotta al 3,2%, dopo essere arrivata fino al 5,7%) al Banco Popolare (6,8%).
Ma se una convention di leadership per il top management può avvenire in qualsiasi salone di un qualsivoglia palazzo o albergo del mondo, a fare la differenza sono poi gli incontri che Larry Fink e i suoi uomini fanno sul campo. Ieri, ad esempio, prima della riunione a porte chiuse con il management, durante una colazione informale organizzata da Borsa Italiana, padrone di casa, Larry Fink ha incontrato alcuni big di Piazza Affari.Al pranzo di circa due ore hanno partecipato i presidenti di Generali e Pirelli, Gabriele Galateri e Marco Tronchetti Provera, l’amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel, quello di Rcs, Pietro Scott Jovane, e Carlo Pesenti, ceo di Italcementi, oltre a Massimo Tononi e Raffaele Jerusalmi, presidente e ceo del listino milanese. In programma, però, ci sarebbero faccia a faccia anche con i maggiori banchieri. E visto che Fink è considerato l’inventore delle cartolarizzazioni (sui mutui), con cui ha cominciato quando ha fondato BlackRock nel 1988, l’argomento della vendita di crediti e la creazione di un vero mercato dei mini bond per le piccole e medie imprese potrebbe essere uno dei temi sul tavolo, anche alla luce dei ripetuti inviti a far ripartire le cartolarizzazioni nell’eurozona da parte presidente della Bce Draghi, che il manager americano chiama amichevolmente «Mario».

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