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Gli ultimi passi verso il mutuo, i più duri

Nessuna certezza fino alla data del rogito. I messaggi inviati a «Dillo al Sole 24» in questi giorni confermano quanto sia complicata, e spesso costellata da spiacevoli sorprese, la strada per ottenere un mutuo. Condizioni variate all’ultimo momento rispetto a quelle indicate in precedenza sembrano rappresentare un fenomeno, se non all’ordine del giorno, quantomeno non raro sul mercato italiano. I lettori raccontano di spread differenti rispetto a quanto pattuito, di richieste di polizze supplementari e a volte anche di rifiuti alla concessione di prodotti a tasso fisso: casi che sembrano divenire più frequenti in tempi di crisi finanziaria e di estrema incertezza sui mercati e che «Dillo al Sole 24» cercherà di approfondire nei prossimi giorni interpellando le singole banche tirate in ballo dagli aspiranti mutuatari.
Ragionando in termini generali, la questione si gioca sulla trasparenza e sulla correttezza dei rapporti fra gli istituti di credito e la clientela, un tema caro alla Banca d’Italia che ha emanato numerose disposizioni in merito, ma che nonostante tali sforzi resta in molti casi un problema irrisolto. Nel caso dei mutui e delle questioni che sorgono nella fase di istruttoria l’aggravante è che il cliente è in una posizione di assoluta debolezza, visto che nella gran parte dei casi le «sorprese» spuntano proprio sul tavolo del notaio, quando tirarsi indietro è quasi sempre più oneroso, in termini economici e soprattutto emotivi, rispetto alle condizioni peggiorative proposte dalla banca.
Stabilire se l’istituto abbia superato i limiti imposti dalle norme o quantomeno sia venuto meno ai normali codici di correttezza nei confronti del cliente è impresa molto difficile. E lo dimostrano anche le quasi mille sentenze sul tema dell’Arbitro bancario finanziario (Abf), l’organismo stragiudiziale chiamato dirimere le controversie sorte tra istituti finanziari e clienti, che non sempre accolgono i ricorsi dei mutuatari. Può essere però utile ricordare, in questi casi, quali siano i diritti e i doveri di chi chiede un mutuo. Due aspetti che sono strettamente collegati, perché se è vero che il dovere del cliente è quello di arrivare preparato il più possibile all’appuntamento con la stipula, il principale diritto è quello di esigere tutte le informazioni utili da parte della banca.
Gli strumenti, del resto, non mancano: a partire dai semplici fogli informativi e comparativi, che illustrano e mettono a confronto le caratteristiche dei prodotti offerti da ogni singola banca; per proseguire con il modello Esis, che sintetizza le informazioni relative allo specifico contratto che viene proposto al cliente in quel momento. «Dal punto di vista della sintesi e della grafica questo documento è di facile comprensione e deve rappresentare la traccia da seguire sia prima, sia durante la stipula del mutuo», spiega Giovannella Condò del Consiglio Notarile di Milano.
Un vademecum che vincola la banca, insomma, e che mette in teoria al riparo dalle sorprese dell’ultima ora, ma che non sempre è semplice da ottenere. Non esiste infatti alcuna norma che obblighi l’istituto di credito a consegnare il modello Esis (che pure è stato adottato dall’Abi e dalla quasi totalità degli istituti di credito italiano) al cliente, che spesso lo riceve soltanto dopo una formale richiesta di mutuo o addirittura dopo la fase istruttoria, cioè quando ormai è troppo tardi. «Anche i notai ricevono spesso le bozze del contratto di mutuo pochi giorni, se non addirittura alcune ore prima della stipula, quando ormai è troppo tardi per intervenire», conferma Condò. In questi casi il primo consiglio – tanto ovvio, quanto a volte purtroppo inascoltato – è di muoversi per tempo: prevenire, piuttosto che curare.

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