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Gli ultimi controlli, dal canone Rai agli studi di settore

A pochi giorni dal termine di presentazione del modello Unico 2012 è il momento per gli ultimi controlli da parte dei professionisti. Il prossimo 1° ottobre spira il termine ordinario per l’invio delle dichiarazioni e, pertanto, c’è ancora tempo sia per un’ultima revisione, sia per trasmettere una dichiarazione correttiva nei termini, ove fosse necessario rimuovere eventuali refusi o errori, oppure inserire qualche informazione omessa.
Dati, informazioni e «incroci»
Se gli errori hanno un impatto sulla quantificazione delle imposte dovute (a danno dell’erario), l’unico comportamento da utilizzare è il ravvedimento operoso. A volte accade, però, che l’attenzione cali per quelle informazioni o per quei quadri che non determinano un impatto diretto sul debito/credito, ma che comunque rivestono un’importanza non secondaria al fine di evitare controlli o contestazioni da parte dell’agenzia delle Entrate.
Le insidie spesso si annidano nella corretta rappresentazione di opzioni, nella fornitura di informazioni di carattere descrittivo o, ancora, nell’esposizione di valori di controllo o di incrocio. Proprio su questi aspetti potrebbe valere la pena di dedicare le ultime cure del modello, prima dell’invio: una possibile check-list è riportata nel grafico qui a fianco.
In alcuni casi, come in quello dell’opzione per l’applicazione della cedolare secca, la mancata indicazione della scelta può comportare l’impossibilità di fruire della tassazione piatta, e quindi un eventuale maggior carico fiscale per il contribuente smemorato. In questa fase è opportuno verificare se l’opzione è stata effettivamente esercitata – a seconda dei casi, tramite Siria, modello 69 o in dichiarazione – e se è stata inviata al conduttore la raccomandata con la quale si esprime la scelta per la cedolare e la conseguente rinuncia all’aggiornamento del canone.
Sanzioni fisse o in percentuale
La non corretta (o mancante) indicazione di alcuni dati, anche se non rilevanti ai fini delle determinazione delle imposte, può implicare l’applicazione di sanzioni, sia fisse che percentuali. In questa casistica rientra, ad esempio, la gestione delle plusvalenze patrimoniali realizzate nel 2011 e per le quali si è scelta la rateazione: si dovrà avere cura di operare una variazione diminutiva per l’intero importo della plus in RF34, una variazione in aumento per la quota da rateazione in RF7, e compilare i righi RF66 e 67 per indicare il valore della plusvalenza da rateizzare e le relative quote da assoggettare a tassazione in più esercizi (i righi indicati corrispondono a quelli di Unico SC, ma discorso analogo vale anche per gli altri modelli). Un’eventuale compilazione non conforme a quanto anzidetto, anche se non incidente sulle imposte, può far scattare la sanzione fissa per mancata indicazione di dati rilevanti ai fini dei controlli, pari a 258 euro. In altri casi le sanzioni possono essere di ben altra portata, come accade per la mancata compilazione del quadro RW: dal 10 al 50% del valore non indicato nelle sezioni II e III. Questo, almeno, se si ritiene di condividere il parere delle Entrate; diversamente si può fare riferimento alla norma di comportamento Aidc n. 185 del 2012.
Gli studi di settore
Infine, gli studi di settore. È assolutamente consigliabile verificare l’effettiva esistenza delle cause di disapplicazione o di inapplicabilità eventualmente indicate: l’inesistenza può implicare la possibilità di effettuare accertamenti induttivi da parte delle Entrate. Qualora il 2011 rappresenti un periodo di non normale svolgimento dell’attività (codice causa di esclusione 7), è necessario – al fine di evitare la convocazione con contraddittorio da parte dell’Agenzia e la sanzione fissa – compilare il quadro delle annotazioni indicando il motivo per cui si rientra in questa situazione. Attenzione: è considerato periodo di non normale svolgimento dell’attività anche il periodo in cui si è verificata la modifica in corso d’anno dell’attività esercitata qualora le due attività (quella cessata e quella iniziata) siano contraddistinte da codici attività compresi in studi di settore diversi.

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