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Gli studi di settore cercano i dati

Con la pubblicazione del software Gerico 2015 nella versione 1.0.1 aggiornata il 5 giugno scorso e la modulistica definitiva (provvedimento del 22 maggio) tutto è pronto per predisporre i primi calcoli di congruità per imprese e professionisti utilizzando i modelli che anche quest’anno accompagneranno l’invio di Unico.
Il sistema si presenta, come al solito, oltremodo complesso: gli operatori dovranno districarsi tra una miriade di righi e campi di dettaglio, spesso in collegamento fra di loro, la cui compilazione nasconde insidie che potrebbero far scattare incongruenze o incoerenze (spesso dettate da carenze compilative più che da vere e proprie anomalie intrinseche).
Quadro A. I nuovi studi approvati nel 2014 (istruzioni quadro A – tipologia 1) si caratterizzano per una semplificazione nella compilazione dei righi di dettaglio nei quali non sarà più necessario puntualizzare la suddivisione fra dirigenti, quadri, operai e impiegati, ma basterà inserire il numero delle giornate retribuite divise fra dipendenti a tempo pieno e quelli a tempo parziale. Da quest’anno bisogna poi considerare che questi dati rileveranno anche per far scattare i correttivi congiunturali individuali che misurano il livello di efficienza e che richiedono, fra le altre, l’indicazione del dettaglio sia delle giornate retribuite (numero) che dell’apporto (percentuale) dei soci.
Grande cura richiede la “parte bassa“ del quadro A, destinata a ospitare i dati dei soci che prestano attività nell’impresa. I righi in questione sono orientati da sempre a determinare – anche con una certa consistenza – il calcolo di Gerico, pur se con importi variabili a seconda dello studio di settore e dei cluster. Per tale motivo vanno segnalati solo i soggetti che prestano effettivamente attività nell’impresa, escludendo ad esempio tutti i soci accomandanti di Sas e quelli di Srl (e Snc) che non offrono la loro opera in azienda, avendo cura, per loro, di non indicare, né numero, né percentuale in nessun rigo del quadro A.
Particolare attenzione va posta anche alla segnalazione della percentuale di lavoro prestato dai soci: un tasso inferiore al 100% si potrà giustificare solo nei casi in cui si è nelle condizioni di documentare un’attività lavorativa o un impiego diverso da parte del singolo addetto (circolare 23/E/2006). Questo perché generalmente un aumento della percentuale di lavoro si accompagna a un maggior livello di congruità stimato dal software.
Quadro F. La scelta per quest’anno (come per il quadro A) è stata quella di dividere le istruzioni del quadro in due tipologie. La prima riguarda gli studi revisionati nel 2014. La seconda gli altri.
In realtà l’unica apprezzabile differenza concerne il fatto che per i nuovi modelli sparisce il rigo F15 riguardanti il raggruppamento «costi per la produzione di servizi» in quanto viene inglobato nel rigo F14 costi per acquisto materie prime. La numerazione dei campi successivi rimane inalterata (saltando quindi da F14 a F16). Tale modifica, non ha, generalmente, nessun impatto sul calcolo dei ricavi: la stima rimane invariata, poiché costi per materie prime e per la produzione di servizi nelle varie note metodologiche che dettagliano gli elementi rilevanti ai fini dell’applicazione di Gerico sovente scontano lo stesso coefficiente.
Ulteriore novità, da quest’anno, nel rigo F19 nel campo interno 2 «di cui» andrà indicato l’ammontare delle spese sostenute mediante l’acquisto di buoni orari (voucher). Nel rigo F23, invece, le stesse istruzioni, puntualizzano che si dovrà indicare il 20% dell’Imu deducibile relativa agli immobili strumentali.

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