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Gli Stati Uniti rischiano di finire nella Black list europea

Stati Uniti d’America a un passo dal finire dentro la lista dei paradisi fiscali dell’Ue. Se entro giugno 2019 gli Usa non si adegueranno allo scambio automatico di informazioni -Common Reporting Standard- (Crs) dell’Ocse, finiranno all’interno della lista dei paradisi fiscali Ue, perché non in linea con il principio della trasparenza. Così dichiara, Valère Moutarlier, direttore generale del dipartimento tassazione della Commissione europea, rispondendo alle domande degli europarlamentari in merito all’assenza degli Usa dalla lista dei paradisi fiscali Ue. «Abbiamo il criterio della trasparenza», dichiara Mountarlier, «che è chiaro e la scadenza di giugno 2019 deve essere rispettata». Trasparenza, equità fiscale e misure anti-Beps sono stati utilizzati come punti cardine, dal Gruppo del codice di condotta, per includere un paese nella lista dei paradisi. A dicembre 2017, quando è stato pubblicato il primo elenco, veniva applicata la regola secondo la quale se una giurisdizione era compliant a due criteri su tre non poteva essere considerata come un paradiso fiscale.

Grazie a questo, gli Usa sono scampati dal pericolo. Ma secondo quanto risulta a ItaliaOggi, dal 30 giugno 2019 non sarà più attiva l’eccezione e dunque, se non verranno rispettati tutti e tre i criteri, si finirà nella lista dei paradisi fiscali. Il Gruppo del Codice di condotta sta infatti lavorando per cercare di attuare la modifica nel più breve tempo possibile. Oltre al criterio della trasparenza, gli Usa però devono prestare attenzione anche alla riforma fiscale introdotta a dicembre 2017. Secondo l’Ocse, infatti, alcune norme all’interno del nuovo codice tributario sconfinano in «pratiche fiscali dannose» e dunque devono essere abrogate.

La stessa Unione Europea ha infatti richiesto che le criticità segnalate dall’Ocse siano riviste e cambiate. La negata modifica, secondo una lettera confidenziale vista da Bloomberg, concorrerebbe all’inserimento degli Usa all’interno della lista dei paradisi fiscali extra Ue. Inoltre, il Gruppo del Codice di condotta sta anche lavorando per presentare entro la fine del 2018 una lista delle sanzioni da applicare a tutti i paesi classificati come paradisi fiscali. Questo significa che, se entro giugno 2019 gli Usa non modificheranno i punti della riforma fiscali considerati non in linea con gli standard Ue e non si adegueranno al Common Reporting Standard, oltre che essere classificati come paradiso fiscale, subiranno sanzioni da parte dell’Ue.

Giorgia Pacione Di Bello

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