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Gli Stati Uniti contro BofA: maxi-frode su mutui tossici

Almeno un miliardo di dollari di danni per aver mentito sulla qualità dei mutui. È quanto ha chiesto la procura federale di Manhattan a Bank of America, lanciando una nuova offensiva contro le grandi banche perchè paghino i costi della crisi economica e finanziaria.
Preet Bharara, magistrato già salito agli onori della cronaca per la crociata contro l’insider trading a Wall Street, ha accusato in tribunale la seconda banca americana per asset di aver nei fatti truffato governo e contribuenti. Avrebbe nascosto la fragilità dei mutui concessi per cederli o farli garantire dai colossi dei prestiti immobiliari Fannie Mae e Freddie Mac, poi costretti a fare i conti con gravi perdite che hanno costretto Washington a nazionalizzarli e a iniettare 142 miliardi di dollari per evitarne il collasso. Bharara aveva già presentato riscorso per lo scandalo mutui contro un altro grande istituto di credito, Wells Fargo, solo due settimane or sono.
Il nuovo caso risale a mutui di Countrywide Financial, il leader dei subprime fallito nel 2008 e rilevato da Bank of America. Countrywide negli anni precedenti aveva eliminato ogni serio controllo sui mutui per varare una strategia di crescita battezzata “Hustle”, sinonimo di attività febbrile, fondata sul progetto di generare e scaricare il più rapidamente possibile i prestiti a Fannie e Freddie, che hanno la missione di garantire e facilitare mutui di qualità. La procura accusa Bank of America di aver continuato a mentire sulla solidità di quei mutui dopo aver rilevato Countrywide.
Il ricorso fa leva su due leggi. Anzitutto il Federal False Claim Act, che consente di chiedere danni triplicati rispetto alle perdite subite dai contribuenti. A questo si aggiunge il Financial Institutions Reform, Recovery and Enforcement Act nato nel 1989 da un’altra crisi immobiliare, quella che portò a fallimenti a catena nella casse di risparmio americane.
L’intervento di Bharara, grazie all’utlizzo delle due ampie normative, non dovrebbe essere l’ultimo. E che la saga dei mutui resti una spada di Damocle sul settore finanziario emerge dai bilanci delle banche: negli ultimi quattro anni i sette principali istituti statunitensi hanno accantonato o contabilizzato 76 miliardi di dollari in costi legali legati alla vicenda. Ben 18 istituti sono dall’anno scorso nel mirino di azioni giudiziarie anche dell’authority che regola Fannie e Freddie, la Fhfa. La sola Bank of America ha già accettato di pagare un miliardo alla Federal Housing Administration, agenzia del governo che a sua volta assicura mutui. E l’acquisizione di Countrywide, assieme a quella del broker di Wall Street Merill Lynch, dal 2010 è ormai costata alla banca un totale di 42 miliardi tra spese legali e altri oneri.

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