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Gli scienziati: così si può ripartire. Spostamenti solo in regione

Roma Via libera alla riapertura dei negozi «prevedendo particolari precauzioni per le possibili aggregazioni», cautela per ristoranti e bar che «hanno un maggior impatto» rispetto al «rischio di innescare nuove epidemie da coronavirus». E dunque i posti dove mangiare e bere potranno tornare in attività da metà maggio ma con una capienza ridotta del 50 per cento. È questo il parere del Comitato tecnico-scientifico consegnato al presidente del consiglio Giuseppe Conte in vista del decreto sulla «fase 2» che entrerà in vigore il 4 maggio. Gli esperti sono concordi nel ribadire «massima contrarietà al ritorno a scuola dei ragazzi» prima dell’estate e raccomandano «il mantenimento dello smart working» in tutti i casi possibili. Danno via libera al settore edile e manufatturiero e tra le «dovute limitazioni per il commercio» inseriscono «mercati rionali (esclusi quelli dove si vendono generi alimentari, ndr) e centri commerciali». Su un punto sono categorici: «Devono essere interdette le attività di aggregazione». Divieto prolungato quindi per circoli ricreativi, teatri, cinema, discoteche e tutte le attività culturali e di svago.

L’indice R0
Nella relazione viene specificato che l’indice di contagio si trova attualmente tra lo 0,5 e lo 0,7 dopo aver raggiunto punte massime di 3. Per questo raccomanda una «ripresa cauta e graduale visto che in tutta Italia è stato finora contagiato soltanto il 3 % della popolazione». I grafici indicano che in Lombardia la percentuale dei positivi è del 10 %, mentre nel Lazio è pari allo 0,5. I contagiati in Piemonte sono circa il 3%, in Emilia-Romagna salgono al 5,5 %, in Liguria al 4%, in Campania allo 0,2%.

Le mascherine
Un intero capitolo è dedicato ai dispositivi di protezione. Secondo gli scienziati «c’è ancora incertezza sulla loro efficacia in termini assoluti», ma l’utilizzo «è ampiamente consigliato per ridurre il rischio di trasmissione del virus, soprattutto quando non è possibile mantenere il distanziamento sociale che rimane la misura più adatta per raggiungere lo scopo». Per questo, qualora si decidesse di rendere obbligatorie le mascherine, si dovrà renderle disponibili per tutti a un prezzo regolato.

La mobilità
Saranno allentati i divieti di spostamento, ma sarà ancora necessaria l’autocertificazione. I trasferimenti tra Comuni della stessa regione saranno consentiti già dal 4 maggio, mentre non sarà per ora consentito, se non per casi urgenti o motivi di lavoro, spostarsi da regione a regione. Non è ancora deciso quando si potrà andare nelle seconde case.

Le aziende
Secondo gli scienziati il settore manufatturiero e quello tessile è a livello di pericolosità «medio-basso», dunque via libera alle riaperture dal 4 maggio ma con turni scaglionati di entrata e uscita per chi non può svolgere le proprie mansioni in smart working. Le postazioni per chi svolge l’attività in ufficio dovranno essere distanziate, bisognerà misurarsi la febbre all’ingresso.

I negozi
Si lavora per far ripartire dal 4 maggio il comparto del commercio. Ma ci sono ancora molte difficoltà riguardo alla riapertura di alcune tipologie di negozi, dall’abbigliamento alle scarpe. Il grande ostacolo, oltre al distanziamento dei clienti, è quello della sanificazione degli abiti, che impone nuovi macchinari. Rimangono chiusi i centri commerciali e i mercati rionali.

Parrucchieri ed estetica
I locali dovranno seguire regole rigide per pulizia e sterilizzazione degli strumenti, oltre alle protezioni per personale e clienti. Il rapporto dovrà sempre essere di uno a uno tra chi lavora e chi usufruisce del trattamento. Il 4 maggio appare ancora prematura la riapertura e si valuta lo slittamento di almeno una settimana, dunque l’11 maggio.

Bar e ristoranti
Secondo gli scienziati la riapertura di questi luoghi fornisce un «impatto maggiore di rischio» rispetto ad altre attività e dunque si deve prevedere un distanziamento più ampio — almeno due metri tra i tavoli — e comunque un dimezzamento della capienza per evitare ogni rischio di contatto. Appare dunque scontato che non riapriranno prima dell’11 o del 18 maggio, se non (forse) per il servizio take away.

Le passeggiate
Sarà possibile passeggiare anche se non si rimane «in prossimità della propria abitazione» ma sempre a distanza. Parchi, ville e giardini sono stati chiusi con ordinanze dei sindaci e quindi decideranno i primi cittadini se e quando riaprire.

Sport all’aperto
Dal 4 maggio sarà possibile tornare ad allenarsi individualmente e dunque si potrà fare jogging e anche sport all’aperto. La distanza sale però ad almeno due metri. I professionisti potranno tornare nei centri, ma sempre lavorando da soli oppure con un preparatore ma a rispettando il distanziamento.

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