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Per gli Ordini scocca l’ora del voto elettronico

Il 2021 è un anno elettorale per diversi ordini professionali chiamati a rinnovare le cariche dei propri Consigli nazionali da quello dei commercialisti fino a quello dei medici. Ma c’è da fare i conti con il Covid-19 che ha posto prepotentemente il tema del voto online , che allargherebbe senz’altro la partecipazione, ma se non previsto dagli Statuti ha bisogno di un regolamento.

Senza dimenticare che gli ordini sono enti pubblici e quindi obbligati a fare le gare anche, ad esempio, per individuare la piattaforma digitale necessaria. Certo si tratta di una preziosa occasione per modernizzare pratiche standardizzate nel tempo. Ma è anche vero che il voto digitale introduce nuove complessità e problemi.

L’area giuridico-economica

Tra gli Ordini chiamati a rinnovare le cariche (si vedano anche le schede a lato) c’è in prima battuta quello dei commercialisti che dovevano andare al voto in aprile. Ma la situazione appare ancora bloccata dopo il ricorso al Tar sul mancato rispetto delle quote rosa nelle liste per gli ordini territoriali. Su questo fronte si attende che il 14 aprile si esprima il tribunale amministrativo, nel mentre sono stati dichiarati inammissibili gli emendamenti al Dl Milleproroghe che avrebbero consentito di superare lo stallo (assicurando l’applicazione del principio della parità di genere ) ma resta ancora da votare quello che consentirebbe agli Ordini provinciali di operare in regime di prorogatio. Si sta esaminando anche la possibilità di andare al voto nazionale senza aver rinnovato le cariche locali. Ed è stato approvato il regolamento che consente anche il voto elettronico e i candidati per la tornata elettorale nazionale si stanno accingendo a presentare le loro liste.

A fine aprile il rinnovo dei vertici di Cassa Forense. «Se possibile contiamo di votare in presenza con tutte le dovute cautele altrimenti online» indica il presidente, Nunzio Luciano. Mentre si è portato avanti il Consiglio nazionale del Notariato. Anche se le elezioni sono previste per febbraio del 2022, ha già deliberato la possibilità di votare a distanza sia per il rinnovo dei componenti dei Consigli distrettuali che dello stesso Consiglio nazionale.

Le altre categorie

Gli assistenti sociali hanno scelto il nuovo Consiglio nazionale nel corso di un election day in cui hanno votato tutti i consigli regionali. Forti del fatto che a scegliere erano solo i rappresentanti locali in molti casi si è votato nella maniera classica con urna elettorale e in presenza: «Non abbiamo registrato nessuna criticità – spiega la direttrice Sabrina Russo – in passato si è quasi sempre proceduto con voto segreto. Ora la vera novità è stato il voto palese». Anche gli architetti vanno al voto, ma per loro l’uso di un sistema digitale non è una novità: già con Inarcassa si è adottata questa possibilità con un meccanismo di chiavi elettroniche. Per i nuovi consiglieri nazionali si adotterà o la votazione in presenza da parte dei Consigli provinciali oppure in remoto, ma con una votazione per alzata di mano come in un’assemblea. Riassume il consigliere Franco Frison: «Non si voterà tramite piattaforma come si farà invece per il rinnovo degli ordini provinciali. Non va trascurato il problema dell’accesso alla rete, non sempre garantito».

Nonostante qualche ritardo causa Covid nel voto dei Consigli provinciali, a loro volta chiamati a votare per il livello nazionale, l’Ordine dei farmacisti conta di esprimere nuovi rappresentanti in primavera con un election day. Il presidente della Federazione, Andrea Mandelli, è determinato a far votare in presenza sperando «di poter dare la sensazione di una vita che riprende, in sicurezza». Sembra costretto a votare in presenza anche l’Ordine dei giornalisti, salvo non ottenga una proroga dal Ministero. L’impossibilità di completare la gara per la piattaforma per il voto online entro la scadenza impedisce l’adozione del voto digitale a distanza per cui era già stato approvato il regolamento. È pronto a votare con una specifica piattaforma a cui si accede tramite Spid, invece, l’Ordine dei medici e odontoiatri. Al momento si stanno completando le nomine dei Consigli provinciali, quindi gli eletti voteranno per il Consiglio nazionale. Anche i veterinari vorrebbero sfruttare Spid per accedere alla piattaforma. Intanto si sta votando per i consigli provinciali: «Le uniche difficoltà – commenta Luca Marcheggiano direttore del consiglio dei veterinari – sono state relative al doppio riconoscimento. Con il voto digitale le percentuali di partecipazione sono più alte». Il Tsrm, il super albo che raccoglie i tecnici sanitari, ha scelto di far votare in presenza. «Da subito abbiamo favorito il voto elettronico ma in presenza – ha spiegato il presidente della Federazione Alessandro Beux -. Crediamo che il voto a distanza non garantisca segretezza e indipendenza».

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