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Gli ordini forensi resistono

No alla soppressione implicita degli ordini forensi che fanno parte del circondario dei tribunali tagliati dalla riforma della geografia giudiziaria. Perché in mancanza di una norma ad hoc sarebbe il caos per gli avvocati iscritti, per i procedimenti disciplinari, per il personale e via dicendo. Lo chiede il Consiglio nazionale forense al ministero della giustizia, con un parare inviato ieri in via Arenula e ai presidenti degli ordini. Con l’entrata in vigore del dlgs n. 155/2012, il 13 settembre prossimo, infatti, alla soppressione dei tribunali minori, secondo l’interpretazione del ministero espressa nella relazione di accompagnamento al decreto, dovrebbe conseguire automaticamente la chiusura degli ordini forensi istituiti presso i rispettivi circondari. Secondo il Cnf la tesi ministeriale «produrrebbe effetti abnormi in ordine alla sorte dell’albo professionale tenuto presso gli ordini (quale sorte per gli avvocati iscritti, per i procedimenti disciplinari, per il personale dipendente, per il patrimonio o i contratti in corso?) laddove in altri casi di riforme di ordinamenti professionali (come la unificazione degli albi di dottori commercialisti e ragionieri del 2005) la legge si è fatta, giustamente, carico di disciplinare dettagliatamente tutti questi rapporti». A parere del Consiglio nazionale forense è comunque necessaria una norma di legge «che non solo preveda la soppressione ma disciplini la sorte dell’albo forense tenuto da quell’ordine, e quella del personale dipendente, del patrimonio, delle funzioni amministrative in corso di svolgimento, con particolare riferimento a quella disciplinare, dei rapporti giuridici in corso. Norma di legge che allo stato attuale non è dato rinvenire mentre la tesi ministeriale di una soppressione implicita non è perseguibile». In questo senso, il parere dell’ufficio studi del Cnf ritiene «assolutamente insufficiente, oltre che illegittimo, l’aver previsto la soppressione degli Ordini forensi nella sola circolare ministeriale di accompagnamento del decreto delegato, deducendola implicitamente dal legame territoriale (circondariale) esistente tra ordine forense e tribunale». Il Consiglio nazionale conclude ritenendo che, in assenza di una norma primaria «gli ordini forensi costituiti presso i tribunali di prossima soppressione continueranno a svolgere regolarmente le loro funzioni nella circoscrizione territoriale coincidente con il territorio dell’ex circondario di tribunale; e allorché l’ordine perdesse la disponibilità dei locali eventualmente utilizzati come sede nell’ambito della sede già destinata al tribunale soppresso, l’ente dovrà dotarsi di una nuova sede operativa».

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