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Gli obiettivi dell’Agenzia

Il problema non è quest’anno. Come tutte le macchine complesse, anche quella del Fisco ha la sua inerzia: alla fine di agosto gli incassi della lotta all’evasione erano arrivati a 8 miliardi e mezzo di euro. Un dato in linea con lo stesso periodo del 2014, anno che si concluse con un record di 14 miliardi. Per ora, quindi, tutto sotto controllo.
Il vero problema potrebbe arrivare l’anno prossimo. Quando si sentirà fino in fondo l’effetto del buco nell’organico dei dirigenti, dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha retrocesso 800 dirigenti al rango di funzionari. Quando anche se il nuovo concorso per 400 dirigenti sarà partito, i vincitori non saranno ancora al loro posto, o comunque ancora in fase di semi rodaggio. E quando l’asticella del gettito resterà sempre ferma allo stesso livello del 2014, al di là di quanto previsto dalla convenzione con il ministero dell’Economia, per non dare l’impressione di una marcia indietro.
C’è chi accusa Rossella Orlandi di mettere le mani avanti con il suo allarme sull’Agenzia delle Entrate che rischia di morire. Chi sostiene che così stia solo peggiorando le cose. Ma al netto dello scontro di questi giorni in quell’allarme ci sono elementi di verità. Non proprio secondari, perché il recupero dell’evasione rischia di diventare il vero polmone della finanza pubblica, visto che i tagli alla spesa sono sempre promessi ma poco praticati. E visto pure che la ripresa dell’economia può portare in dote solo un pezzo della provvista. L’allarme lanciato nei giorni scorsi era proprio un modo per spingere il governo a dare uomini e mezzi all’Agenzia. Per il momento, però, ha avuto solo un effetto collaterale e per alcuni versi opposto. Dopo il pressing del governo sulla stessa Orlandi proprio ieri il comitato di gestione dell’Agenzia ha approvato una serie di modifiche organizzative. Viene completata la «spending review» interna, decisa dal governo Monti. Nella nuova pianta organica si prevedono 995 dirigenti, contro gli attuali 1.095, mentre aumentano le figure intermedie tra dirigente e funzionario, che passano da 325 a 339.
Si annuncia una speciale attenzione sui grandi evasori, si promette dialogo e assistenza ai contribuenti prima, durante e dopo la dichiarazione dei redditi per favorire l’emersione spontanea. Correttivi annunciati con una certa foga comunicativa, dicendo che l’Agenzia «si prepara a una stagione di profondi cambiamenti». E mentre il ministero dell’Economia gioca di sponda rendendo noto che l’Agenzia ha scritto a 500 mila contribuenti che, dopo l’incrocio delle banche dati, risultano non aver presentato la dichiarazione 2014. Una risposta «operativa», un passo verso la (nuova) linea del governo Renzi. C’è da vedere se basterà.

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