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Gli obblighi antiriciclaggio non sono depotenziati

Ieri nel corso dell’audizione in Parlamento sulle iniziative della task force per la liquidità del sistema bancario (si veda a pagina 3), Banca d’Italia ha richiamato la necessità del rispetto della normativa antiriciclaggio. Due le proposte avanzate per agevolare i controlli: l’utilizzo di conti dedicati su cui far transitare i finanziamenti e la richiesta di autocertificazioni. Ciò agevolerebbe i controlli ex post sul rispetto dell’obbligo di destinazione dei flussi finanziari e permetterebbe azioni di rivalsa nei casi di false dichiarazioni.

Bankitalia nella comunicazione del 10 aprile aveva già evidenziato agli operatori che avrebbero dovuto continuare a sottoporre la clientela a tutti gli obblighi antiriciclaggio proprio in considerazione delle opportunità che l’attuale crisi rischiava di offrire alla criminalità economica. La posizione di garanzia cui sono chiamati gli intermediari dovrà essere quindi orientata alla verifica che i finanziamenti statali siano effettivamente utilizzati per fornire alle imprese la liquidità necessaria per far fronte ai costi di funzionamento o a realizzare verificabili piani di ristrutturazione industriale e produttiva. Tale verifica, secondo Banca d’Italia deve essere svolta in sede di concessione del finanziamento e nella fase di monitoraggio.

La raccomandazione rimanda al puntuale assolvimento degli obblighi di adeguata verifica della clientela che dovranno ora mirare a scongiurare il rischio che i finanziamenti statali vengano destinati a fini diversi da quelli per i quali sono concessi. I controlli terranno conto di tutte le informazioni necessarie e aggiornate che il cliente, sotto la propria responsabilità, sarà chiamato a fornire per consentire ai soggetti obbligati di adempiere agli obblighi di adeguata verifica. Quella del cliente è una responsabilità penale posto che è punito con la reclusione da ei mesi a tre anni e con la multa da 10mila a 30mila euro chiunque, essendo obbligato a fornire i dati e le informazioni necessarie ai fini dell’adeguata verifica, fornisce dati falsi o informazioni non veritiere. Quello che si richiederà ai soggetti obbligati è un nuovo e diverso approccio al rispetto della normativa antiriciclaggio, più veloce nella concessione del prestito ma più accurato nel suo monitoraggio. I controlli sulle operazioni di finanziamento garantite dallo Stato non dovranno più in questa delicata fase di crisi essere incentrati sull’origine dei fondi, ma sul controllo dell’utilizzo e sulla loro destinazione nonché sull’identificazione e sul mutamento del titolare effettivo.

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