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Gli italiani tornano al mattone Il balzo delle compravendite

Gli italiani riscoprono il fascino della casa. E con i prezzi delle abitazioni stabili o in lieve diminuzione, nel terzo trimestre del 2016 si è registrato un vero e proprio boom di vendite che ha interessato un totale di 172.301 immobili, con una crescita del 19,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Questi i dati comunicati dall’Istat in merito all’andamento del settore immobiliare in Italia. L’Istituto di statistica fornisce ulteriori dettagli e sottolinea in particolare che la crescita delle transazioni è pari al 17,7% per le cosiddette «unità a uso abitativo», in pratica le case di abitazione, e al 57,9% per i trasferimenti di immobili a uso economico. Un aggregato che comprende gli edifici a destinazione artigianale, commerciale, industriale, per uso ufficio e per uso rurale.

Complessivamente, sottolinea l’Istat, nei primi tre trimestri dello scorso anno le compravendite di immobili sono cresciute del 19,8% rispetto allo stesso periodo del 2015.

È interessante osservare che l’aumento delle compravendite per tutte le tipologie immobiliari coinvolge l’intero Paese anche se le percentuali di incremento che si sono registrate nelle regioni del Nord sono circa doppie rispetto ai valori registrati al Sud della Penisola. Incrementi superiori alla media nazionale si osservano in particolare nel Nord-Est (+29,3%) e nel Nord-Ovest (+21,3%). Sono invece più contenuti gli aumenti osservati nel Centro (+17,7%), nelle Isole (+12,8%) e nelle regioni meridionali (+12%).

Alla base di questo ritorno di interesse per il mattone — il trend delle compravendite è ridiventato positivo a partire dal terzo trimestre del 2014 — vi è il forte calo dei tassi e dei rendimenti di mercato delle attività finanziarie alternative, a cominciare dal reddito fisso. I tassi bassi, infatti, fanno sì che i rendimenti generati dall’investimento immobiliare attraverso le locazioni (in media circa il 2%) siano fortemente competitivi con quelli degli investimenti finanziari tradizionali. Anche come semplice impiego del capitale l’investimento immobiliare continua a essere visto come una fonte di sicurezza, soprattutto in seguito alla relativa stabilizzazione dei prezzi che si è osservata negli ultimi trimestri.

La provincia risulta particolarmente attiva nel guidare questa tendenza. La ripresa delle transazioni immobiliari, secondo i dati Istat, è infatti più pronunciata nei piccoli centri sia per il comparto abitativo (+18,2% contro +17,1% delle città metropolitane) sia per le unità ad uso economico (+63,1% contro +49,8%).

Incrementi significativi si registrano infine sul versante dei finanziamenti per l’acquisto di abitazioni, anche se i mutui crescono a un tasso decisamente inferiore rispetto al totale delle compravendite.

Nel terzo trimestre 2016 le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare stipulati con banche o soggetti diversi dalle banche (93.997) sono aumentate «solo» del 9,8% rispetto allo stesso trimestre del 2015. Ma sui primi tre trimestri del 2016 mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca registrano un aumento del 20,7%, per un totale di 291.589 operazioni.

Marco Sabella

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