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Gli italiani risparmiano di più ma investono sempre meno

La maggioranza degli italiani percepisce come migliorata o quantomeno soddisfacente la propria situazione personale (59%), aumenta la percentuale di coloro che riescono a risparmiare (42%) e a fare fronte a spese impreviste, anche di 10 mila euro (il 39%, il 79% fino a mille euro). Ma di pari passo cresce la diffidenza verso le forme di investimento e una quota crescente, pari al 63%, preferisce la liquidità perchè ritiene che il risparmio non sia sufficientemente tutelato dalle istituzioni deputate a farlo.

È il quadro che emerge dalla 19a indagine sul risparmio, dal titolo «Risparmio è sostenibilità» commissionata a Ipsos da Acri, l’associazione delle fondazioni di origine bancaria presieduta da Francesco Profumo, in vista della 95a Giornata mondiale del risparmio che sarà celebrata oggi a Roma alla presenza del ministro per l’Economia, Roberto Gualtieri, e il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco.

Dall’indagine anche emerge una crescita significativa (dal 30 al 35%) di coloro che ritengono che non esista un investimento ideale; anzi l’ideale è non investire proprio oppure spendere i soldi. E questa tendenza viene confermata anche se si indaga sui titoli considerati più sicuri, che vedono calare l’attrazione per loro di 6 punti percentuali, mentre restano stabili il “mattone” (33%) e gli investimenti più rischiosi (7%). Di pari passo con la propensione per la liquidità, aumentano i correntisti che salgono di 4 punti percentuali (85%).

Nonostante ciò, per chi investe si afferma in maniera netta la nuova sensibilità verso i temi di sostenibilità e di disuguaglianza sociale, che spesso vengono accostate. «I trend evidenziati dall’indagine mostrano la necessità di pensare e creare nuovi strumenti di investimento che facciano perno e sappiano coniugare la sostenibilità ambientale con quella sociale», ha commentato Profumo in occasione della conferenza stampa di presentazione della ricerca e in vista della Giornata del risparmio. Del resto è ormai evidente che la finanza mondiale si sta spostando verso la sostenibilità e ricerca di veicoli e strumenti finanziari green o sostenibili.

Dalla ricerca emerge una maggiore rilassatezza nei consumi: aumentano quelli legati alla telefonia (+16%) e ai farmaci (+34%), mentre si riduce la contrazione delle spese per la cura di sé (da -14 a -6%) e per il fuori casa (da -30 a -21%). «Non è un indicatore di aumento dei consumi – sottolinea Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos – quanto piuttosto una maggiore tranquillità nell’affrontare certe spese. C’è una fiducia nell’immediato, ma già se si guarda a una prospettiva di due o tre anni riaffiora con chiarezza l’incertezza e il timore di nuove crisi». Sullo sfondo il fatto che il 73% del campione escluda l’uscita dalla Ue e che per il 65% nei prossimi cinque essa andrà nella giusta direzione lasciando intendere che il futuro è visto all’interno dell’Europa.

Laura Serafini

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