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«Gli imprenditori non si facciano sfruttare Lo Stato è presente»

«Alle persone che scendono in piazza per manifestare io voglio dire che lo Stato c’è e che faremo di tutto per fronteggiare una crisi che colpisce famiglie e imprese. Ma non possono essere tollerate aggressioni e comportamenti violenti». Nel suo ufficio al secondo piano del Viminale la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese guarda i dati sulle manifestazioni degli ultimi giorni in tutta Italia.

Rischiamo rivolte?

«Dobbiamo monitorare con attenzione tutti i segnali di insofferenza e disagio alimentati da una crisi economica molto lunga. Rischiamo che il disagio sociale possa degenerare ed essere strumentalizzato e di questo dobbiamo esserne consapevoli. Per questo dobbiamo essere uniti».

A chi si rivolge?

«A tutti. Parlo ai cittadini, ai politici, ai personaggi pubblici. Le attività economiche sono in grande sofferenza, ma il governo è impegnato su tutti i fronti per fornire risposte concrete alle categorie in difficoltà. Dobbiamo mostrare spirito di coesione nazionale e di reciproca solidarietà».

Crede che questo appello possa fermare le infiltrazioni dei gruppi estremisti?

«Rimane alta e costante l’attenzione su possibili infiltrazioni di chi intende strumentalizzare il disagio sociale e le difficoltà economiche in cui versano tante famiglie e imprese. Saranno le indagini già avviate dalla magistratura ad individuare i responsabili dei disordini».

E chi invece protesta legittimamente?

Crisi

Lo Stato c’è e faremo di tutto per fronteggiare una crisi che

colpisce migliaia di famiglie.

Ma non potremo mai tollerare l’aggressione

«Il diritto di manifestare sarà sempre tutelato. Ma in questa fase di emergenza sanitaria devono essere rispettate tutte le misure di prevenzione per evitare altri contagi. Comportamenti irresponsabili, come le tante mascherine abbassate viste davanti a Montecitorio, non possono essere tollerate. Le ragioni della protesta non devono comunque sfociare in comportamenti che finiscano per alimentare ulteriori tensioni e disagi, come nel caso dei blocchi stradali, che colpiscono indiscriminatamente cittadini altrettanto provati dalla crisi economica».

Lo scorso anno lei lanciò l’allarme sull’autunno caldo e i fatti le hanno dato ragione. Questa primavera è altrettanto rischiosa?

«L’attività di prevenzione sui territori è intensa e io sono fiduciosa. Perché con l’impegno costante e il senso di responsabilità di tutti gli attori in campo riusciremo a tenere la situazione sotto controllo. Dallo scorso ottobre a martedì abbiamo avuto 2.554 manifestazioni e soltanto in 54 casi si è reso necessario l’intervento delle forze di polizia per contenere le intemperanze dei manifestanti. Questo dimostra che si può esprimere il proprio dissenso senza provocazioni e violenze».

Nelle ultime settimane però è salita la tensione con l’incendio del portone dell’Istituto superiore di sanità a Roma e l’ordigno contro il centro vaccinale a Brescia.

«Sono ancora in corso gli approfondimenti investigativi ma si tratta di episodi isolati e non collegati tra di loro. Episodi che non sottovalutiamo e devono essere condannati con fermezza, però non meritano di essere enfatizzati».

Teme l’emulazione?

«Temo la strumentalizzazione. Sono fatti estremamente gravi e di fronte ai quali poniamo la massima attenzione ma non abbiamo elementi per ritenere che esista un unico disegno».

Ristori

Per il governo il tema dei ristori è prioritario Nelle prossime ore saranno emessi i mandati di pagamento per i ristori e saranno prese altre iniziative

Lei quindi esclude che dietro i disordini di piazza ci sia una regia unica?

«Le analisi investigative al momento lo escludono».

Però avrà visto nella piazza di Roma persone con il braccio teso. Erano tutti ristoratori in crisi?

«Certamente no, ma una cosa è la regia unica, altro sono i gruppi di estremisti che sfruttano la situazione delicata e di sofferenza per alimentare i disordini in piazza. Per contrastare queste strumentalizzazioni sono in corso le indagini e le inchieste della magistratura».

È d’accordo sulla possibilità di concedere ristori selettivi?

«È una possibilità che certamente deve essere valutata. A chi è in difficoltà io dico che deve fidarsi delle istituzioni. Anche in questa fase delicata, i ministri competenti stanno esercitando un’attenta opera di mediazione e di ascolto del dissenso sociale e delle ragioni della categorie in sofferenza. Un’analoga attività sui territori la stanno svolgendo i prefetti che non mancano di promuovere il confronto con i lavoratori, le aziende e gli imprenditori colpiti dalla crisi».

Gli imprenditori vogliono riaprire.

Gli scontri

Fatti estremamente gravi di fronte ai quali abbiamo la massima attenzione ma non dobbiamo pensare che facciano parte di un unico disegno

«Tutto il governo è impegnato per favorire il graduale ritorno alla normalità ma questo passaggio molto delicato deve avvenire in sicurezza, tenendo necessariamente conto dell’evoluzione della curva epidemiologica. Non possiamo permetterci errori, soprattutto nel pieno della campagna vaccinale. Faremo di tutto per far riaprire le attività prima possibile. Ne hanno bisogno i cittadini, le famiglie, le imprese. Ne ha estremo bisogno il Paese».

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