Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Per gli evasori carcere fino a 8 anni Pagamenti digitali, ecco il bonus

ROMA — Il decreto fiscale diventa legge dello Stato. Ieri il Senato ha approvato con la fiducia il provvedimento giunto “blindato” dalla Camera con 166 voti a favore e 122 contrari. L’intera manovra 2020 fa un ulteriore passo in avanti in attesa della approvazione definitiva – in pratica una formalità – della legge di Bilancio prevista per il 27 dicembre a Montecitorio. Ma non è finita: il governo sta preparando il consueto decreto Milleproroghe con il rischio che molte delle misure uscite da manovra e decreto rispuntino con un assalto all’ultimo “treno” dell’anno. Già si parla di un rientro della norma che fa slittare lo stop al mercato tutelato di luce e gas da luglio del 2020 al 2022.
Il premier Conte ieri è tornato sulle misure della legge di Bilancio a favore di chi farà pagamenti con carta di credito e bancomat. «Arriveremo a far trovare fino a 2.000 euro nei conti correnti come superbonus per i pagamenti digitali», ha detto. Il riferimento è al comma 316 della manovra che prevede un rimborso in denaro (la cui proporzione sarà stabilita da un decreto attuativo che sarà varato nelle prossime settimane) per incoraggiare gli acquisti in moneta elettronica fin dal prossimo anno: il rimborso arriverà nel 2021 (sono stati stanziati già 3 miliardi).
Tagliano il traguardo con il decretone approvato ieri una serie di norme finalizzate alla lotta all’evasione. Vengono inasprite le pene per i reati tributari che salgono fino a 8 anni di detenzione per i comportamenti più gravi come la falsa fatturazione mentre, rispetto al testo originario, il passaggio parlamentare, su pressione dei renziani, ha ridimensionato le sanzioni per le fattispecie meno gravi come omessa dichiarazione e dichiarazione infedele. Mira alla lotta all’evasione e al “nero” la riduzione del “tetto” all’uso del contante: dal prossimo anno scende da 3.000 a 2.000 euro. Stretta anche sull’evasione delle ritenute Irpef da parte delle società che ricevono un appalto: sarà meno severa rispetto al testo iniziale del governo ma l’obbligo per il committente di versare tutte le ritenute varrà comunque per i lavori sopra i 200 mila euro.
Arriva anche la stretta sulle indebite compensazioni per i soggetti a credito con il fisco che hanno causato in passato una perdita di gettito: sopra i 5.000 euro ci saranno più paletti. Lotta anche alle frodi sui carburanti e all’evasione del bollo auto. A corredo anche l’incentivo della lotteria degli scontrini a partire dal luglio 2020.
Una serie di misure riguardano la vita di tutti i giorni: come l’introduzione della Rc auto “familiare” che consentirà di assicurare moto o motorini, a partire dal primo rinnovo, con la fascia più vantaggiosa presente all’interno del nucleo. Arriva anche l’ok alla cosiddetta tampon tax, l’Iva sugli assorbenti compostabili e lavabili che scende dal 22 al 5 per cento.
Infine la pressione fiscale. Secondo le stime del governo, prima del passaggio parlamentare dell’intera manovra, sarà del 41,94 nel 2019 e del 41,98 nel 2020. Dunque stabile.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Come prevedevano alcuni un mese fa, allo spuntare della lista di Bluebell per il cda di Mediobanca, ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Google entra nel mirino dell’Autorità antitrust italiana che, prima in Europa, ieri ha aperto un ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le imprese e i committenti non saranno lasciati soli. Anche a chiarire la posizione di alcuni player...

Oggi sulla stampa