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Gli enti entrano in Banca Prossima

Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo e Fondazione Cariparo entrano nel capitale di Banca Prossima, l'istituto del gruppo Intesa Sanpaolo dedicato esclusivamente al terzo settore. I tre enti hanno rilevato il 28% dei mezzi propri della banca guidata dall'amministratore Marco Morganti, per un investimento complessivo di 34 milioni di euro: Compagnia di San Paolo e Cariplo hanno un impegno finanziario di 13,5 milioni di euro ciascuna, mentre Cariparo ha investito 7 milioni. La capogruppo Intesa Sanpaolo scende così al 72% del capitale. «Nel prossimo futuro potrebbero entrare nella compagine azionaria altre fondazioni, azioniste della capogruppo, che hanno già chiesto di conoscere le condizioni per l'operazione» ha spiegato Corrado Passera, ceo di Intesa Sanpaolo. Banca Prossima, a poco più di tre anni dalla nascita, conta 14mila clienti, 283 dipendenti, 2,2 miliardi di masse intermediate (800 milioni di credito erogato e 1,4 milioni di raccolta dalla clientela) e ha una qualità del credito superiore alla media con una quota in bonis del 99,5 per cento. «Unire le forze a quelle delle Fondazioni, ciascuno mantenendo il proprio ruolo, significa non soltanto sviluppare sinergie e mettere più risorse a disposizione del mondo non profit, ma ci consente di affinare la valutazione di sostenibilità economica e di efficacia sociale» ha commentato Morganti. L'incontro è stato anche l'occasione per alcuni commenti a margine da parte dei protagonisti. In primo luogo Passera ha escluso «per ora» l'ipotesi di conversione delle azioni di risparmio: «No. non c'è nessun progetto. Di fatto il costo in termini di patrimonio è molto limitato, 13 punti base. Non vale il costo della trasformazione, ad oggi. Per ora non c'è nessun progetto di convertirle». Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo, ha invece precisato che la quota detenuta in Intesa Sanpaolo è stata «arrotondata» nell'ambito dell'aumento di capitale e ora è «qualche piccola frazione sotto il per cento». Il segretario generale della Compagnia di San Paolo Piero Gastaldo, ha spiegato poi che «tecnicamente c'è stata una piccola diluizione» della quota detenuta dall'Ente torinese dal 9,89% al 9,75 per cento. Pressochè invariata anche la quota della Fondazione Cariparo, che era al 4,924% prima dell'aumento di capitale: «Abbiamo sottoscritto quello che ci spettava» ha dichiarato il presidente Antonio Finotti. La Fondazione Cariparo, poi, non è interessata ad entrare nel patto di sindacato di Mediobanca, secondo quanto dichiarato da Finotti. Guzzetti ha poi precisato che non c'è «nessuna corsa» da parte delle Fondazioni azioniste delle banche a indebitarsi per mantenere le proprie quote sottoscrivendo gli aumenti di capitale annunciati da diversi istituti. Il presidente ha poi aggiunto: «Siena è Siena e non mi risulta ci siano altre Fondazioni impegnate in questo senso».
 

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