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Gli emiri verso Telecom? La Borsa ora scommette

Il dossier Telecom Argentina resta aperto. Ieri sera, alla viglia del consiglio che oggi dovrà decidere se prolungare i termini dell’offerta presentata da Fintech, la società telefonica ha reso noto di aver ricevuto da David Martinez una proposta di proroga ma per trattare la cessione con condizioni diverse. L’offerta prevederebbe l’acquisto di Telecom Argentina con un’opzione valida per un periodo limitato di tempo che consentirebbe a Fintech di recedere qualora le autorità non dovessero dare il nulla osta. Oggi il board dovrà decidere se accettare o rompere.
Intanto a Piazza Affari sono riprese le scommesse sul futuro assetto del gruppo. Vivendi è dietro l’angolo, e forse già prima della fine dell’anno potrebbe entrare con quell’8,3% che gli ha girato Telefonica. Ma gli operatori sembrano convinti che il riassetto non finirà con i francesi. In effetti ci sono Generali, Mediobanca e Intesa in uscita. E le simulazioni su un possibile matrimonio con Mediaset. Ieri per la prima volta è uscito allo scoperto Fedele Confalonieri, ammettendo che «tutto può essere aperto», anche se di accordi con Telecom «se ne parla da decenni, ma è più facile dirlo che farlo», ha chiarito il presidente del Biscione.
Una miscela di indiscrezioni, scenari e ipotesi, a cui ieri si è aggiunta una nuova voce, riportata da «Bloomberg», secondo la quale un tal Solomon «Sol» Trujillo sarebbe in procinto di presentare un’offerta da 7,5 miliardi per Telecom insieme ai fondi di Abu Dhabi e Qatar. I titoli del gruppo telefonico sono schizzati arrivando a sfiorare un rialzo del 4%, salvo poi sgonfiarsi e chiudere a +0,11%. In Italia il nome di Trujillo dice poco, ma nel mondo delle telecom è noto. All’inzio degli anni 2000 ha guidato Orange, poi è stato Ceo del colosso australiano Telstra, da cui è uscito nel 2009 dopo una gestione non proprio brillante.
Ora rispunta su Telecom. La cifra dell’offerta, 7,5 miliardi, apre qualche interrogativo. Equivale al 61% di Telecom (ordinario) e quindi comporterebbe un’obbligo di Opa. «Bloomberg» riferisce anche di una disponibilità a sottoscrivere un aumento di capitale, che porterebbe comunque a un’Opa obbligatoria. Insomma, le intenzioni di Trujillo sono tutte da verificare, ma è evidente che in Borsa ormai Telecom è un vigilato speciale.

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