Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Gli editori muovono contro Apple

di Ettore Bianchi 

Basta con le condizioni vincolanti imposte da Apple agli editori per la lettura online dei giornali su iPad. In Europa il primo a dire no con decisione è stato il Financial Times, che ha creato un proprio sistema alternativo per la consultazione a pagamento. Ma anche in Francia realtà come Le Monde hanno deciso di non adeguarsi al contratto proposto dalla Mela.

Indiscutibile è il successo della tavoletta inventata da Steve Jobs, che ha già venduto 40 milioni di esemplari in tutto il mondo.

Per questo, prevedendo un probabile ribasso del prezzo del tablet, centinaia di testate hanno investito nella creazione di versioni multimediali che potessero adattarsi all'iPad. A inizio anno il gruppo Murdoch ha lanciato un quotidiano generalista, The Daily, concepito proprio per la lettura su tavoletta. L'abbonamento costa un dollaro alla settimana oppure 40 dollari all'anno. Ora i lettori settimanali sono 120 mila, di cui 80 mila abbonati paganti, ma bisognerà arrivare a 500 mila per ottenere utili. Il cammino è ancora lungo.

Quanto ai giornali tradizionali che hanno deciso di sposare l'offerta di Apple, sono costretti ad aprire il portafogli in maniera consistente. App Store, il magazzino virtuale di Apple, si riserva la facoltà di rifiutare un'applicazione senza appello. Se essa viene accettata, la società americana pretende che gli editori ricorrano soltanto al suo sistema di pagamento integrato (In-App Purchase) e preleva una commissione del 30% sulle transazioni finanziarie.

Le griglie dei prezzi di vendita al pubblico sono rigide: si deve scegliere tra 79 centesimi o 1,59 euro a numero, senza alcuna possibilità intermedia.

Così alcune testate, come Le Monde, si sono rassegnate al prezzo minimo, mentre altri, in particolare Les Echos, hanno optato per quello più alto che, oltretutto, è maggiore dell'edizione cartacea. Quanto agli abbonamenti, Apple ha impedito agli editori di scaricare sui clienti l'importo della sua commissione, affinché la tavoletta rimanga competitiva rispetto ai siti web dei giornali.

Le reazioni sono state variegate. C'è chi ha accettato senza reclamare e chi, all'opposto, si è ribellato senza vie di mezzo. Così si è mosso il Financial Times che, dopo mesi di studio, è riuscito a creare in proprio un sistema digitale universale che permette di bypassare Apple appoggiandosi ai classici sistemi di navigazione, compreso Safari, il prodotto di Apple preinstallato sull'iPad. Così il quotidiano inglese non versa commissioni, ottiene facilmente i dati dei suoi lettori e fissa liberamente le tariffe di vendita.

In Francia la maggior parte dei giornali ha scelto una soluzione intermedia, accettando le condizioni di Apple sul versante commerciale. Ma altri, come Le Figaro, hanno detto no. Così è nato un gruppo di resistenza chiamato ePresse, al quale aderiscono cinque quotidiani e quattro periodici. Esso conta di unire le forze per ottenere condizioni migliori da Apple. Anche perché si è affacciata sul mercato un'alternativa, quella di Google con il suo sistema Android. E c'è chi, come Le Monde, si è alleato con Amazon, la cui tavoletta, Kindle, costa soltanto 99 euro invece dei 600 dell'iPad.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

TORINO — La produzione della 500 elettrica ferma i contratti di solidarietà nel polo torinese, tr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non deve essere imputata la società unipersonale. Non sulla base del decreto 231. In questo...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora al palo la corsa agli aumenti di capitale agevolati dall’articolo 26 del Dl 34/2020...

Oggi sulla stampa