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Gli avvocati affilano le armi contro la giustizia spettacolo

Riforma del processo penale, rischio giustizialismo e tutela dei diritti saranno al centro del Congresso nazionale forense che si terrà a Roma il 5 e 6 aprile. Si tratta di una sessione aggiuntiva del Congresso che si è svolto a Catania nell’ottobre scorso, chiesta dall’Organismo congressuale forense (Ocf), l’organo di rappresentanza politica degli avvocati, per definire i principi e gli obiettivi da perseguire. Fondato nel 2016, l’Ocf ha infatti il compito di farsi portatore delle decisioni del Congresso forense che deve quindi definire in tutti i tavoli politici.
Due i maxitemi trattati: la riforma del processo penale e la salvaguardia del ruolo della giurisdizione, ossia della capacità dello Stato di far in modo che la norma giuridica abbia un’attuazione concreta ed efficace. Ma non mancheranno le questioni relative al diritto civile, a partire dalle ipotesi di modifiche del diritto familiare attualmente all’esame del Parlamento. «A Catania – spiega il coordinatore dell’Ocf, Giovanni Malinconico – non avevamo discusso del processo penale ma solo del civile».
I numeri
Il Congresso che si riunirà il 4 e 5 aprile rappresenta gli oltre 243mila avvocati italiani. Una professione sempre più femminile (le donne sono oggi il 47,8% contro il 25% del 1995) ma ancora fortemente organizzata su base individuale. Secondo l’ultimo rapporto Censis il 40% degli avvocati lavora da solo, mentre circa il 63% degli studi non conta più di due-tre persone.
I contenuti
Il Congresso affronterà il delicato tema della spettacolarizzazione della giustizia e della riduzione delle tutele degli imputati. «Il ruolo di supplenza affidato alla repressione dei reati rispetto all’azione politica e amministrativa -aggiunge Malinconico – e la spettacolarizzazione della repressione penale come risposta alla richiesta di sicurezza, tracciano un quadro retrivo e illiberale, in cui la domanda di sanzioni esemplari fanno da contraltare a una progressiva contrazione delle prerogative difensive dell’imputato». Tutti sintomi dell’indebolimento del sistema giustizia, sempre meno capace di tutelare i diritti e comporre i conflitti sociali.
Netta bocciatura anche per la riforma del diritto di famiglia improntata alla bigenitorialità “perfetta” del Ddl Pillon. Secondo l’Ocf sarebbe un passo indietro nella tutela dei minori e delle donne, che sottrae competenze agli avvocati.
In vista ella riforma del processo penale, l’Ocf, nel tavolo di confronto con il ministero, ha già presentato alcune richieste. Innanzitutto l’abbandono delle ipotesi di modifica restrittiva delle impugnazioni (compreso l’appello incidentale del Pm). L’Ocf ha inoltre proposto l’applicazione della pena alternativa dell’affidamento in prova da parte del giudice di merito e il rafforzamento della funzione di filtro dell’udienza preliminare.
Il debutto del nuovo Cnf
Intanto, in attesa del verdetto della Corte costituzionale invocato dallo stesso Cnf allo scopo di fare definitiva chiarezza sul divieto di superamento del doppio mandato (si veda Il Sole 24 ore del’11 marzo scorso) , il neoeletto Consiglio nazionale forense è operativo: la settimana scorsa c’è stato l’insediamento e nelle prossime sedute si comincerà a definire la composizione delle commissioni e ad affidare gli incarichi ai singoli consiglieri.

Bianca Lucia Mazzei

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