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Gli atti collegati con l’incognita del contributo

di Andrea Taglioni

Le perplessità sulle nuove modalità di pagamento delle spese processuali, attraverso l'introduzione del contributo unificato, sono state in parte risolte con le modifiche apportate dal Senato in sede di approvazione del decreto legge 138/2011, convertito con legge 148/2011.

Particolare attenzione è stata posta in merito all'obbligo di indicare, nel ricorso, il codice fiscale delle parti nonché l'indirizzo di posta elettronica certificata, elementi questi, la cui omissione non comporta l'inammissibilità del ricorso, ma determina esclusivamente l'aumento del 50% del contributo dovuto.

Un'altra novità, introdotta in sede di conversione del decreto, riguarda l'applicabilità della misura massima del contributo, pari a 1.500 euro, qualora venga meno l'indicazione del valore della controversia.

A questo proposito, visto che con la costituzione in giudizio dovrà essere depositata anche la nuova nota di iscrizione a ruolo – all'interno della quale dovranno essere indicate le parti, il difensore, l'atto impugnato, l'oggetto della controversia, la data di notifica del ricorso – è auspicabile che venga chiarito se è sufficiente indicare il valore della controversia solo all'interno della nota o se è necessario riportarlo anche in calce al ricorso introduttivo per non vedersi contestare la violazione.

La nuova nota di iscrizione a ruolo dovrebbe sostituire la "vecchia" nota di deposito.

La manovra bis ha inoltre chiarito che il contributo unificato per l'instaurazione, dinanzi alla commissione tributaria, delle controversie il cui valore risulta indeterminabile – come nel caso dell'impugnazione del provvedimento di cancellazione o di diniego di iscrizione all'Anagrafe delle Onlus, del provvedimento di autotutela, dell'istanza d'interpello – è pari a 120 euro.

Tuttavia, nonostante l'identificazione della fascia fissata per la determinazione del contributo, all'interno della quale rientrano le controversie di valore indeterminabile, rimangono dubbi circa la determinazione del contributo eventualmente dovuto per gli atti, che seppur strettamente connessi e collegati con il ricorso principale, hanno una propria autonomia.

Si tratta, per esempio, di impugnazione del ruolo e della cartella di pagamento a seguito dell'iscrizione a ruolo straordinario, istanza rivolta alla provvisoria sospensione dell'esecuzione dell'atto oppure impugnazione dei decreti presidenziali.

Lo stesso vale per l'opposizione all'iscrizione di ipoteca, al sequestro conservativo e al giudizio di ottemperanza.

Sarebbe opportuno sapere quali atti sono soggetti all'obbligo di versamento del contributo e quali, invece, risultano coperti da quanto già versato per il ricorso principale.
 

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