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Gli asset del capoluogo lombardo e la «carta geopolitica» di Bratislava

Se i dossier delle città per ospitare l’Agenzia europea del farmaco (Ema) venissero guardati solo per gli elementi oggettivi, e se il dibattito non si concentrasse sul riequilibrio politico tra Ovest ed Est, la partita tra Milano e Bratislava finirebbe con una netta vittoria del capoluogo lombardo.

Il dossier Milano
Ecco il confronto tra le brochure, da inviare in Europa entro il 31 luglio. Il governo italiano ha elencato le qualità di Milano: «offre un ambiente cosmopolita e connesso con il centro dell’Europa con uno degli hub più connessi»; Milano è «un’icona dello stile di vita italiano, caratterizzata da efficiente network di trasporti pubblici e alti livelli di sicurezza insieme a eventi internazionali, lusso e sedi di cultura e di attrazione turistica»; «l’industria farmaceutica italiana è la seconda in Europa in termini di produzione e Milano rappresenta il 60%»; «Milano ha attratto investimenti esteri e raggiunto importanti livelli con l’Expo e con l’impegno del governo di realizzare lo Human Technopole, di cui l’Ema potrebbe beneficiare»; «può beneficare di una presenza diffusa di scuole internazionali».
Inoltre la sede: Palazzo Chigi presenterà ufficialmente il Grattacielo Pirelli di Milano per ospitare l’Ema, con le potenzialità dei suoi 31 piani e la possibilità di ospitare duemila persone. Ci sarà probabilmente bisogno di una ristrutturazione che durerà pochi mesi.

Il dossier Bratislava
Ben fatta e colorata, la presentazione di Bratislava ha contenuti meno definiti. Prima di tutto da registrare l’incertezza della sede. Ci sarebbero «varie possibilità» da decidere in un secondo momento. Non viene scartata nemmeno l’ipotesi di costruire un nuovo edificio, per cui non viene chiarita la tempistica.
Non si parla di scuole internazionali, che pure i dipendenti dell’Ema chiedono per i propri figli e per i contatti con il mondo della ricerca. Per quanto riguarda i trasporti, si sottolinea l’assenza «di voli diretti, con vicinanza all’hub di Vienna, che dista solo un’ora e mezza di treno da Bratislava». I collegamenti si basano dunque su ferro.
Viene valorizzata la bellezza locale e la vivibilità di una piccola città, «competitiva per il basso costo della vita e delle strutture ricettive».
La cabina di regia italiana, composta dal diplomatico Enzo Moavero Milanese, dal consulente economico del governo Marco Simoni e dal responsabile della Brexit Marco Piantini, insieme ai rappresentanti della Regione Lombardia e del Comune di Milano, sta facendo valere il diverso peso dei contenuti. Sperando che il criterio “geopolitico” non prevalga a Bruxelles.

Sara Monaci

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