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Gli affitti brevi trovano la spinta di vacanze estive e smart working

Due o tre settimane in riva al mare in smart working o un long week end in una città d’arte. Il mondo degli affitti brevi tenta di rialzare la testa dopo la pesante crisi causata dal Covid-19.

Un settore che è rimasto completamente bloccato dal momento in cui è scoppiata la pandemia e tutti abbiamo riposto le valigie nell’armadio nella speranza di tornare a farle.

«Oggi assistiamo a due grandi tendenze. Nelle città, che si sono svuotate in pandemia molti proprietari che si erano rivolti al segmento locazioni a breve perché avevano seconde case inutilizzate o perché scottati dall’affitto standard 4 anni +4, sono in realtà tornati proprio a quest’ultimo – racconta Marco Celani, fondatore di Italianway e presidente di Aigab, associazione italiani gestori affitti brevi -. Per dare una dimensione al fenomeno a Milano dai 21mila annunci online del dicembre 2019 si è passati agli 8mila di un mese fa. Un mercato che si è più che dimezzato perché molti appartamenti prima destinati agli affitti brevi sono oggi entrati nel circuito a lungo termine. Un trend che accomuna tutte le città. La seconda tendenza riguarda, invece, le località stagionali di mare e montagna, dove invece gli annunci di case da locare a breve termine sono aumentate online o offline perché già dallo scorso anno si è visto che molte persone preferivano andare in casa piuttosto che in hotel. Da segnalare anche un forte attrazione verso località secondarie. Anche se in diversi casi gli affittuari si focalizzano su periodi lunghi di oltre un mese per fare smart working da luoghi di vacanza insieme alla famiglia». E questo non rientra negli affitti brevi (sotto i 30 giorni).

Nei numeri la ripresa è ancora lenta, soprattutto perché per le località di vacanza la stagione sta iniziando proprio in questi giorni ed è difficile incorporare domanda e occupazione nei dati. Sicuramente, racconta ancora Celani, c’è stato un crollo dell’occupazione nel 2020, dovuto in primis al fatto che come spiegato in quell’anno si sono avute meno notti disponibili rispetto ai periodi precedenti.

«Sono scese anche le tariffe – dice l’intervistato – perché sono mancate le destinazioni city, storicamente le più care. Per il 2021 vediamo tariffe stabili, sottoposte alle stesse dinamiche». Ma da Aigab segnalano anche che si sta allungando il periodo di permanenza. Un soggiorno dura in media 19 notti, due anni fa 11 notti.

«È presto per fare previsioni – dice Celani -. In questi giorni, per esempio, tutti stiamo registrando record di richieste, ma abbiamo anche picchi di cancellazioni. Dato che per via del Covid sono cambiate le politiche tariffarie dando la possibilità di cancellare la prenotazione anche a ridosso dell’arrivo adesso si arriva a disdette dal 30 al 50%». C’è, infatti, chi prenota più opzioni e poi in base alle date di vaccini e richiami cambia prenotazione.

Nella tabella che vuole dare una idea del prezzo medio sono state analizzate 20 tra le località più richieste, tutti appartamenti che si trovano online sui portali. Si tratta di una media che comprende case “base” e case di lusso, quindi il prezzo è indicativo. E bisogna anche sottolineare che il tasso di occupazione raccolto ultimi 12 mesi costruito come notti vendute/notti disponibili non tiene in realtà conto della stagione che sta partendo. L’occupazione arriva al 53% a San Gimignano e a Sirolo e al 48% a Sirmione. E ancora sfiora il 40% a Ostuni, cittadina pugliese molto amata da chi ha scoperto la regione negli ultimi anni, e arriva al 39% a Monopoli e a Castellammare del Golfo.

Il costo a notte arriva in agosto a 148 euro a Villasimius, in Sardegna, e a 130 euro a San Gimignano. I costi sono di 124 euro a Monopoli, Puglia, e 119 euro a Bormio.

Dove vogliono andare in vacanza italiani e stranieri che hanno scelto come meta il nostro Paese? Sardegna e Puglia le regioni più richieste, pronte per arrivare a un record di prenotazioni e presenze, ma va molto bene anche la Toscana. In queste tre regioni il tasso di occupazione potrebbe tornare sui livelli del 2019. Vanno bene anche la Sicilia e le Marche e c’è una ripresa per città come Roma – dove tornano gli stranieri – e Milano che registra movimento nei business travel in attesa che ripartano gli eventi. A Milano ripartono anche le richieste da parte degli studenti.

I portali per le prenotazioni sono sempre gli stessi, Airbnb e Booking i più utilizzati, ma hanno cambiato policy.

Celani, sottolinea proprio come presidente Aigab, ma anche come fondatore di Italianway, portale e strumento per i property manager per costruire un network, che oggi chi mette online l’annuncio di un appartamento da affittare su portali come Booking o Airbnb, se è host proprietario di una singola abitazione non ha problemi, ma quando si hanno più case diventa complicato. «C’è molta tecnicalità nei sistemi e i portali cambiano continuamente – dice – rendendo la gestione complessa».

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