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Gli accordi fiscali trasparenti

Cooperative compliance, accordi trasparenti e condivisi. Gli accordi e gli obiettivi tra l’Agenzia delle entrate e le società che decideranno di aderire all’istituto della cooperative compliance verranno sottoscritti tramite apposite modalità, contenute all’interno di un provvedimento che l’Agenzia pubblicherà entro la settimana.

Chi deciderà di discostarsi dalla posizione dell’ufficio potrà comunque fruire del ravvedimento operoso con sanzioni dimezzate.

A dare l’annuncio è stato lo stesso direttore dell’Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi, che ieri ha partecipato al convegno «il nuovo istituto della cooperative compliance» tenutosi presso l’Università Cattolica di Milano. È in arrivo, dunque, un provvedimento dove verranno declinate le modalità di interlocuzione tra il fisco e le società che vorranno aderire all’istituto dell’adesione volontaria. Si vuole, quindi, lasciar traccia di tutto ciò che verrà sottoscritto tra l’Agenzia delle entrate e le società che aderiranno alla cooperative compliance. Ci saranno, per esempio, atti che conteranno sia il tipo di accordo che si è voluto sottoscrivere con il fisco sia se la procedura concordata si concluderà in modo positivo, tra i due soggetti contraenti, o se la società sarà invece in disaccordo con la posizione dall’Agenzia delle entrate. In questo caso, il gruppo, potrà decidere se accedere al ravvedimento operoso oppure no. Nel caso in cui il contribuente non condivida la posizione dell’ufficio, questa fattispecie potrebbe essere oggetto di riesame anche dopo la chiusura del periodo di imposta in ottica deflattiva del contenzioso, e in questo caso si potrebbe accedere all’istituto del ravvedimento operoso. Nel caso in cui acceda a questo istituto, la Orlandi ha poi chiarito che le sanzioni saranno ridotte del 50%. I grandi gruppi che stanno chiedendo di poter aderire all’adempimento collaborativo, secondo quanto dichiarato dalla Orlandi al convegno, sono in aumento. Ci sarebbero infatti altre dieci società che farebbero compagnia al gruppo Ferrero (Ferrero Commerciale Italia srl, Ferrero Industriale Italia srl, Ferrero management service Italia srl e Ferrero Technical Service srl) che ha perfezionato a fine dicembre l’adesione alla cooperative compliance (si veda ItaliaOggi del 6/01/2017). Queste new entry, attualmente stanno «adeguando i propri profili economici», in base a quanto previsto dal dlgs n. 128/2015, per poter poi accedere all’istituto della cooperative compliance.

Nel dettaglio, gli elementi discriminanti riguardano: i ricavi minimi che il gruppo deve avere (10 mld) e il possesso di adeguati sistemi aziendali di mappatura e prevenzione del rischio fiscale. I tempi di attuazione dell’istituto fiscale sono «rapidi». Le dieci società hanno, infatti, tempo 15 giorni per poter presentare tutti i documenti necessari e l’Agenzia delle entrate entro 45 giorni dovrà dare una risposta soddisfacente alle controparti. Nell’arco del tempo a disposizione, il fisco, avrà anche la possibilità di fare controlli e verifiche, di persona, all’interno delle società stesse. Una volta, dunque, che l’Agenzia delle entrate avrà appurato che ci sono tutti i requisiti necessari, i dieci gruppi in questione potranno aderire all’istituto di adesione volontaria. Il generale comandante interregionale dell’Italia Nord-Orientale della Guardia di finanza, Giuseppe Vicanolo, ha dichiarato, durante il suo intervento al convegno, l’appoggio totale della Gdf nei confronti dell’istituto della cooperative compliance e ha ribadito che «mai» la Guardia di finanza andrà contro ciò che deciderà l’Agenzia delle entrate. Pareri positivi e parole incoraggianti sono arrivati anche da parte del professore ordinario di diritto tributario dell’Università cattolica di Milano, Marco Miccinesi il quale ha però sottolineato anche come le imprese abbiano bisogno di risposte certe e veloci su questo nuovo istituto finanziario.

L’istituto della cooperative compliance, introdotto dal dlgs 128/2015 prevede la possibilità di pervenire a rilevare i rischi fiscali prima della presentazione delle dichiarazioni fiscali. Tale previsione offre l’opportunità di gestire le situazioni di incertezza attraverso un confronto preventivo su elementi di fatto, che può ricomprendere anche l’anticipazione del controllo e si presta, pertanto, a prevenire e a risolvere anticipatamente le potenziali controversie fiscali.

Giorgia Pacione Di Bello

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