Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

“Giusto il prezzo per il noleggio della rete su Telecom non meritiamo una condanna”

ROMA — Alla vostre obiezioni, rispondiamo con una sostanziale conferma delle nostre decisioni sul fitto della rete di Telecom, sull’importo di questo fitto. Ma la nostra non è una sfida; questo non è uno schiaffo all’Europa. Siamo semplicemente in grado di rispondere ai vostri dubbi, sicuri di rispettare i Trattati dell’Ue.
Il Garante italiano delle Comunicazioni (AgCom) ha pronta la lettera che la Commissione europea aspetta a Bruxelles entro mercoledì 12 gennaio. Non è una missiva qualsiasi, non si tratta di una cartolina di auguri. Il Garante deve convincere la Commissione a seppellire l’ascia di guerra su una questione tra le più calde. In ballo c’è il fitto che le società concorrenti versano a Telecom per noleggiare la sua rete di cavi. La Commissione europea pensa che questo fitto sia basso e penalizzante per l’ex monopolista Telecom. Per questo, ha inviato al nostro Garante una lettera di “seri dubbi” (ad agosto) e una diffida (a dicembre, come permette l’articolo 7 bis della direttiva 21 del 2002).
Adesso il Garante italiano replica agli ultimatum dell’Europa senza arretrare, anzi. Il Garante tiene il punto. Solo mette in campo una serie di cautele diplomatiche (Bruxelles può sempre aprire un processo, una procedura d’infrazione sulla questione); e degli argomenti tecnici a difesa della posizione.
Il punto chiave è legato a una formula misteriosa: il Wacc. È il “costo medio ponderato del capitale” che Telecom ha investito nel complesso delle sue attività. Un costo che Telecom ha diritto a recuperare grazie a un fitto della rete che sia alto abbastanza da risarcirla. Per l’Europa, il nostro Garante ha sottostimato questo costo, questo Wacc. E poi – a cascata – avrebbe fissato un livello troppo modesto del fitto della rete. Per risolvere il problema, l’Europa ha suggerito al nostro Garante dei parametri diversi per misurare il Wacc. Tra questi, le medie
mensili dei Btp decennali (comprese – scrive Bruxelles – tra agosto 2011 e settembre 2012).
Ora, nella sua lettera di replica, il Garante italiano dà un colpo al cerchio e uno (forte) alla sua botte. Adotta senza obiezioni la modalità di calcolo del Wacc che l’Europa le indica. I Btp decennali sono il criterio di riferimento. Il Garante sceglie, però, un periodo diverso e più recente, che va da dicembre 2012 a novembre 2013. Alla fine di questo percorso, il Garante approda a un valore del Wacc (pari al 4,33%, si legge nella lettera) e lo definisce del tutto «equo» e remunerativo per Telecom.
Si fa più chiara, dunque, la strategia del Garante. Da una parte, fa proprie le obiezioni di metodo dell’Europa. Ma dall’altra confeziona dei calcoli che confortano pienamente le sue decisioni. Neanche il messaggio “politico” della lettera lascia più dubbi. Il nostro Garante giura di non meritare l’onta di un processo, di una procedura d’infrazione, «visto che la nostra condotta non contrasta minimamente » con i Trattati europei.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa