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Giustizia virtuosa a Bari e Velletri

Bari (-11,90%) e Velletri (-24,60%) guidano le graduatorie di Corti d’appello e Tribunali che nel 2011 sono riusciti a ridurre maggiormente le cause civili pendenti. Perugia «maglia nera» con un incremento-monstre pari al 74,20% rispetto all’anno prima, seguita a distanza dalla Corte di Caltanissetta con 29,80.

Lo evidenzia il ministero della giustizia che ha passato in esame la variazione delle pendenze in Corti d’appello, circondari ordinari di Tribunale e Tribunali per i minorenni. Informazioni necessarie ai fini dell’attribuzione dei particolari incentivi economici previsti dall’articolo 37 del dl 98/2011 per premiare gli uffici che si sono impegnati di più nel ridurre gli arretrati, superando la soglia virtuosa del 5%. La disposizione, in particolare, ha previsto per il 2011 «l’obiettivo di riduzione delle pendenze dei procedimenti civili nella misura del 5%» e al conseguimento del target il legislatore ha subordinato «la corresponsione di incentivi in favore del personale amministrativo». E fra i tribunali italiani che si sono distinti nella riduzione delle pendenze durante il 2011 ci sono 12 delle 31 sedi che sono state poi soppresse nella revisione della geografia giudiziaria realizzata dal Governo con l’esercizio della delega, segno che il rischio-cancellazione ha sortito effetti, ma anche che non erano poi così improduttivi. Le sorprese dunque non mancano: si parla sempre di contenzioso incagliato alle Corti d’appello, ma la variazione percentuale delle pendenze 2011/2010 lascia ben sperare dai risultati ottenuti oltre che da Bari, da Ancona (-10,50), Genova (-9,20) e Napoli (-5,10).

Premio di consolazione. A guidare la specialissima graduatoria dei tribunali virtuosi è il tribunale di Velletri, uscito indenne dai tagli estivi che mostra un decremento record pari al 24,60%. Con Aosta (-22,50), Taranto (-19,70), Vallo della Lucania (-12,90) c’è il dato di Prato, al settimo posto, che con la taglia-modello di venti magistrati in organico indicata come «virtuosa» dalle statistiche mostra una riduzione delle pendenze poco inferiore al 10%. Da segnalare comunque l’impegno delle dodici sedi cancellate per decreto che l’anno scorso ce l’hanno comunque messa tutta, superando il tetto «fatidico» del 5%, vale a dire: Mistretta, Lucera, Casale Monferrato, Sant’Angelo dei Lombardi, Camerino, Alba, Saluzzo, Sanremo, Melfi, Tortona, Vasto e Bassano del Grappa.

Da evidenziare anche lo sforzo dei grandi tribunali come Napoli, che fra segnare il -1,51% nonostante i quasi 161 mila nuovi procedimenti iscritti l’anno scorso. Roma, invece, mostra un sensibile incremento pari al 3,70%.

Fondo vincente. Il fondo da cui provengono gli incentivi si alimenta in base agli ultimi aumenti del contributo unificato. La quota viene destinata, sulla base dei dati comunicati dal ministero della giustizia e dagli organi di autogoverno della magistratura amministrativa e tributaria anche in favore degli uffici giudiziari che hanno raggiunto gli obiettivi sulla base delle modalità previste dalla disciplina di comparto, del personale amministrativo e alle spese di funzionamento degli uffici giudiziari. Tale ultima quota, con decreto del presidente del consiglio dei ministri, di concerto l’economia e la giustizia, sentiti gli organi di autogoverno della magistratura ordinaria, amministrativa e tributaria, può essere destinata all’erogazione di misure incentivanti in favore del personale di magistratura, e nei riguardi dei giudici tributari all’incremento della quota variabile del relativo compenso. Con il decreto sono definiti i criteri e le modalità di attribuzione degli incentivi.

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