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Giustizia tributaria trasparente

Sentenze tributarie di merito da pubblicare integralmente dal 1° giugno 2021: è questa l’indicazione che il garante del contribuente della Lombardia dà al Mineconomia con un parere reso noto ieri. Il parere conclude l’iter avviatosi per effetto della segnalazione di Aidc (Associazione italiana dottori commercialisti) sezione di Milano nonché a livello nazionale. La segnalazione in questione prospettava la possibile violazione del principio di parità delle armi nei processi fiscali, consacrato dall’art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (Cedu) e dagli art. 24 e 111 della Costituzione, a motivo del vantaggio competitivo che avrebbe l’Agenzia delle entrate, rispetto al privato contribuente, nell’accesso alle informazioni contenute nei fascicoli processuali delle parti nel processo tributario telematico (Ptt), nel quale, a partire dal 1 giugno 2021, sarà obbligatoria in tutta Italia la redazione digitale delle sentenze tributarie. Il successivo passaggio è stato quello della trasmissione al Mef che, nel fornire la propria risposta, aveva fatto presente l’esistenza di un massimario delle pronunce delle commissioni di merito e l’avvio di una procedura che avrebbe condotto alla pubblicazione delle sentenze stesse in modo integrale. Alla luce di queste precisazioni, il Garante osserva però che da un punto di vista numerico l’attuale disponibilità delle sentenze nella loro forma integrale è estremamente ridotta (meno dell’1% e, in relazione alla specifica situazione della Lombardia, risulta presente una sola sentenza in materia di reddito di impresa), osservando nel contempo che si è ben lontani da una effettiva parità delle parti processuali nell’ambito del contenzioso tributario in termini di conoscenza del patrimonio giurisprudenziale. In un passaggio del testo del parere vi è anche il richiamo alla recente costituzione commissione per la riforma del processo tributario alla quale, si dice «partecipa il direttore dell’Agenzia delle entrate, ma, stranamente, non un rappresentante dell’Ordine degli avvocati e di quello dei dottori commercialisti, che raggruppano proprio i professionisti che assistono i contribuenti nelle controversie tributarie». Pur dando atto al Mef delle iniziative intraprese, viene osservato però che nella situazione attuale, non può dirsi assicurata la posizione di eguaglianza processuale delle due parti nel processo, in relazione alla c.d. parità delle armi di cui le parti possono disporre. L’agenzia delle entrate, infatti, ha accesso a tutti i fascicoli processuali attuali e pregressi senza distinzione sul territorio nazionale mentre il contribuente ha la possibilità di accedere soltanto al proprio fascicolo con ovvia limitazione in merito alla situazione della giurisprudenza di merito relativamente alla situazione di interesse. Posto che viene anche sottolineata la sostanziale inesistenza di problematiche legate alla normativa in materia di privacy, per effetto della chiara formulazione dell’articolo 51, comma 2 del codice in materia, nel provvedimento si legge che «a parere del Garante, il Mef dovrà mettere a disposizione dei contribuenti e di ogni interessato, a partire dal 1 giugno 2021, data nella quale sarà imposto a tutte le commissioni tributarie l’obbligo di redazione digitale delle sentenze tributarie, l’accesso generalizzato alle sentenze delle predette commissioni per il tramite del portale della giustizia tributaria ovvero di altra banca dati idonea allo scopo». Secondo il Garante, dunque, soltanto in questo modo si darà attuazione ai principi delineati dallo statuto dei diritti del contribuente con particolare riferimento al principio di collaborazione e buona fede.

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