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Giustizia, terapia d’urto

Processi civili in Cassazione per lo più in camera di consiglio, senza possibilità di audire gli avvocati, i quali potranno depositare memorie scritte e, se del caso, chiedere la trasformazione del procedimento in pubblica udienza. Processo amministrativo più celere, anche grazie alla sinteticità e chiarezza degli atti di parte ed alla istituzione dell’ufficio del processo, e telematico.
E poi procedure più veloci per coprire i posti vacanti nell’organico di magistratura; applicazione dei magistrati del Massimario ai collegi di merito in Cassazione; blocco delle assegnazioni ad altre amministrazioni del personale amministrativo giudiziario e limiti ai trasferimenti per coloro che lavorano presso gli uffici di sorveglianza. La commissione giustizia della camera dei deputati ha concluso ieri l’esame del disegno di legge di conversione del decreto legge 168/2016 che reca Misure urgenti per la definizione del contenzioso presso la Corte di cassazione, per l’efficienza degli uffici giudiziari, nonché per la giustizia amministrativa (Ac 4025; relatore David Ermini). Martedì sarà conferito al relatore il mandato a riferire in aula, che se ne occuperà da martedì stesso come ha stabilito ieri la conferenza dei capigruppo. Nonostante un dibattito acceso in commissione sulla ammissibilità delle varie proposte emendative, comprese quelle del relatore, sono così stati approvati tutti gli emendamenti presentati da quest’ultimo (anticipati da ItaliaOggi del 24 settembre), che hanno «potenziato» il testo governativo introducendo modifiche significative al codice di procedura civile e al codice del processo amministrativo. Di rilievo, per il «cambio» di filosofia nella procedura nel terzo grado di giudizio civile e per le critiche che ha già raccolto da parte degli avvocati, è la generalizzazione della trattazione dei ricorsi civili da parte delle sezioni semplici in Cassazione in camera di consiglio piuttosto che in pubblica udienza. Il rito camerale viene semplificato anche per la definizione dei ricorsi nella sezione-filtro potenziando i poteri del presidente della sezione e per il regolamento di giurisdizione e competenza. La volata della commissione è anche dovuta al braccio di ferro che si sta consumando in questi giorni tra governo e Associazione nazionale magistrati sulla organizzazione degli uffici (almeno dichiaratamente). Anm ha chiamato a raccolta sabato mattina i capi degli uffici per denunciare la grave carenza di risorse e di personale amministrativo in cui versano gli uffici (con una scopertura dell’organico del 21%). E ieri il ministro della giustizia Andrea Orlando ha incontrato la ministra per la funzione pubblica Madia per concordare una «terapia d’urto»: il 21 novembre sarà pubblicato un bando per 1.000 assunzioni di personale amministrativo nell’ambito del progetto di reclutamento di 4.000 nuove unità. E sempre ieri il guardasigilli ha inoltrato al Csm la richiesta ai fini di procedere al bando del nuovo concorso per magistrati, dopo quelli del 2014 e 2015 per 350 posti circa ciascuno. Insomma, per via Arenula l’impegno per la migliore organizzazione è prioritario e le «mancanze» non potranno costituire un alibi ad altre ragioni di scontento della magistratura.

Claudia Morelli

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