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Giustizia telematica bloccata

Associazioni forensi in protesta contro i disservizi della giustizia telematica. Dall’Organismo congressuale forense (Ocf), al Patto per l’avvocatura, passando per l’Associazione italiana giovani avvocati, questa settimana si sono sollevate molte polemiche a causa delle difficoltà incontrate per l’utilizzo dei portali telematici gestiti dal Ministero della giustizia. L’ultimo in ordine di tempo è stato l’Ocf, che ieri ha diffuso una nota per manifestare il malcontento della categoria: «Da giorni il Pst, il Portale servizi telematici del settore civile del ministero della giustizia funziona a singhiozzo, paralizzando il servizio e creando gravissimi disagi agli operatori del diritto», si legge nella nota dell’Organismo congressuale. «A fronte di una così palese inadeguatezza del sistema rispetto alle attuali necessità dell’attività giurisdizionale», le parole del coordinatore dell’Ocf Giovanni Malinconico, «si richiede, oltre ad un immediato intervento che risolva la situazione contingente, la predisposizione di un piano di adeguamento del sistema informatico ministeriale che non può prescindere dal coinvolgimento degli avvocati. Sono temi solo apparentemente tecnici», prosegue Malinconico, «perché incidono sull’efficienza di un servizio essenziale come la Giustizia, con riflessi pesantissimi sui diritti dei cittadini che gli avvocati tutelano. Questioni che affronteremo insieme agli altri nella sessione ulteriore del Congresso nazionale, in programma a Roma il 23 e 24 luglio prossimo».

«Gli avvocati italiani sono purtroppo abituati a blocchi periodici del sistema informatico che regge la malferma impalcatura dei processi telematici civile e penale», si legge invece nella nota diffusa dal Patto per l’avvocatura, la nuova realtà forense che conta al suo interno otto diverse associazioni di categoria. «Non si contano ormai i fine settimana lunghi votati interamente agli interventi tecnici del ministero della giustizia. Tuttavia, ciò che sta succedendo negli ultimi giorni, ossia l’interruzione pressoché generalizzata dell’accesso ai fascicoli telematici, di fatto in ogni parte d’Italia, è di inaudita gravità, perché non soltanto lede pesantemente il diritto di difesa dei cittadini, ma conferma la totale inadeguatezza dell’intero impianto del processo civile telematico che soffre di un male incurabile: l’instabilità, che equivale alla resa dello stato nella corretta amministrazione della giustizia. Per tale ragione, chiediamo innanzitutto un intervento immediato del ministero per ripristinare la piena e completa operatività del flusso di dati della giustizia telematica, prevedendo anche provvedimenti d’urgenza che assicurino le doverose garanzie processuali».about:blank

A chiedere l’intervento della ministra Marta Cartabia è anche l’Associazione italiana giovani avvocati: «È inaccettabile che il Ministero della giustizia non sia stato in grado di porre rimedio ai disservizi creati dall’utilizzo di sistemi applicativi che possano garantire un effettivo e costante funzionamento dell’interscambio di dati sul portale giustizia, e che nonostante si chieda alla classe forense lo sforzo di digitalizzare la professione, con costi in termini di tempo ed economici particolarmente ingenti, ci si trovi a dover sperare che il sistema ministeriale risponda e non vada in tilt», sono le parole del presidente Aiga Antonio De Angelis.

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