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Giustizia, spinta alla riforma

Riforma della giustizia al giro di boa. E si riparte dal rafforzamento del Tribunale delle imprese, dall’istituzione del tribunale della famiglia e dei diritti delle persone e dalla tipizzazione dei motivi di ricorso in Appello e in Cassazione. Ieri, infatti, il Consiglio dei ministri ha approvato il ddl delega per l’efficienza del processo civile, un testo che va a completare il quadro dei provvedimenti legislativi di riforma della giustizia presentati dal governo il 29 agosto scorso per un totale di sei ddl e un dl (si veda ItaliaOggi del 30 agosto 2014).

Il testo approvato integra il dl sull’arretrato civile, già approvato dal parlamento, arricchisce le norme contenute nella disciplina sulla responsabilità civile dei magistrati, al vaglio della camera per il voto finale e si inserisce nel quadro della riforma organica della magistratura onoraria (al senato).

Tribunale delle imprese. Valorizzazione dei risultati positivi raggiunti dalle sezioni specializzate in materia di impresa. Questo uno degli obiettivi che il governo punta a raggiungere con l’approvazione del ddl. «La delega, infatti», ha spiegato il guardasigilli Andrea Orlando, «mantiene inalterato il loro numero, ne cambia la denominazione in sezioni specializzate per l’impresa e il mercato e, soprattutto, amplia l’ambito di loro competenza alle controversie in materia di concorrenza sleale, anche se non interferenti con l’esercizio dei diritti di proprietà industriale e intellettuale, a quelle in materia di pubblicità ingannevole, alle azioni di classe a tutela dei consumatori prevista dal codice del consumo».

Saranno, inoltre, competenti anche relativamente alle controversie per accordi di collaborazione nella produzione e nello scambio di beni o servizi e relativi a società interamente possedute dai partecipanti all’accordo. Senza contare, poi, le controversie societarie relative a società di persone, a quelle in materia di contratti pubblici di lavori, servizi o forniture, rientranti nella giurisdizione del giudice ordinario.

 

Tribunale della famiglia e dei diritti delle persone. Iniziano a delinearsi i confini entro cui si muoverà la sezione specializzata per la famiglia. «La sezione», ha sottolineato il Guadasigilli, «avrà competenza su tutti gli affari relativi alla famiglia, anche non fondata sul matrimonio, e su tutti i procedimenti attualmente non rientranti nella competenza del Tribunale per i minorenni in materia civile». In tal modo, il vigente assetto di competenza del Tribunale per i minorenni viene integrato dalle competenze specializzate del tribunale ordinario in materia di famiglia e della persona.

Riforma processo civile. Riduzione dei tempi processuali in primo grado, in appello ed in Cassazione, in modo da fare della durata del processo e della sentenza esiti assolutamente naturali e prevedibili. «Per quanto riguarda i processi di primo grado, la riforma prevede una revisione della fase di trattazione e discussione, anticipando gli scambi di memorie per consentire di avere il quadro completo della lite alla prima udienza. Viene, poi», ha chiarito Orlando, «fissato un principio di delega per razionalizzare i termini processuali e semplificare i riti processuali mediante la omogeneizzazione dei termini degli atti introduttivi. In merito al processo d’appello, invece, sarà potenziato il carattere impugnatorio anche attraverso l’assestamento normativo e la stabilizzazione dei recenti orientamenti giurisprudenziali e tramite una maggiore chiusura per le nuove domande, le eccezioni e prove. Previsti, inoltre, interventi sul rito davanti alla Corte di cassazione, nel segno di un uso piú diffuso del rito camerale e nella prospettiva, possibile, di una riforma costituzionale che veda inseriti in un organo giudiziario supremo giudici oggi appartenenti ad altre magistrature, ovvero che veda attribuire ad una corte riformata controversie oggi regolate sulla base della doppia giurisdizione. In tale prospettiva, si potrebbe individuare un modello pressoché unico di processo civile supremo. Con la delega vengono, infine, introdotti il principio di sinteticità degli atti di parte e del giudice e il criterio di adeguamento delle norme processuali al processo civile telematico «con cui», ha concluso il numero uno di via Arenula, «abbiamo già risparmiato 44 milioni di euro grazie all’invio in formato elettronico di 12 milioni e 615 mila comunicazioni e grazie al quale si è verificato un miglioramento significativo dei tempi per i decreti ingiuntivi, una tendenza di meno 60% a Roma, di meno 43% a Milano e sostanzialmente analoga in tutta Italia».

Altri provvedimenti. In porto il bonus bebè: «il bonus per le neo mamme prevedeva dei decreti» per la sua piena attuazione, che «sono stati firmati dai ministri Poletti e Lorenzin: quindi diventa pienamente operativo», ha annunciato il ministro dell’Interno Angelino Alfano. Ok definitivo al dlgs che recepisce la direttiva 2011/99 in materia di ordine di protezione europeo, per un effettivo rafforzamento della tutela dei diritti delle vittime di reato, per conferire un’efficace tutela a loro vantaggio ed evitare la commissione di fatti potenzialmente lesivi di diritti assoluti della persona anche nei casi in cui la vittima stessa si trasferisca al di fuori del territorio nazionale e verso quello di altro Stato membro. Approvato invece in via preliminare lo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva 2009/138 in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e di riassicurazione, cosiddetta direttiva Solvency II. Via libera anche a un dlgs che recepisce la direttiva 2013/14/UE che ha come obiettivo la riduzione dell’affidamento esclusivo o meccanico ai rating del credito da parte degli enti pensionistici aziendali o professionali (Epap) e da parte dei gestori di organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (Oicvm) e di fondi di investimento alternativi (Fia), così come definiti dall’ordinamento UE, in sede di effettuazione dei propri investimenti. Ok infine a un dlgs che modifica Tub e Tuf per recepire la direttiva 2013/36/UE sull’accesso all’attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento (c.d. “Crd4”).

Nomine. Il consiglio dei ministri ha nominato Tito Boeri presidente dell’Istituto nazionale della previdenza sociale – Inps; il presidente di sezione Arturo Martucci di Scarfizzi è stato nominato presidente aggiunto della Corte dei conti e il presidente di sezione Martino Colella procuratore generale della Corte dei conti, dal 25 marzo 2015; l’ammiraglio di divisione Raffaele Caruso promosso ammiraglio di squadra.

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