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Giustizia, raffica di nomine

Entro il 22 maggio dovrà essere confermato oppure sostituito il capo dell’Amministrazione penitenziaria Giovanni Tamburino. In quest’ultimo caso si vedrà se sarà modificata una prassi che vede al vertice dell’amministrazione penitenziaria un magistrato. Inoltre dovranno essere nominati i tre componenti dell’Ufficio del garante nazionale delle persone private della libertà. La legge n. 10 del 21 febbraio 2014, dopo un’attesa durata ben undici anni, ha infatti colmato una lacuna che ci ha visto a lungo inadempienti rispetto ad obblighi internazionali cogenti. L’Italia ha ratificato il protocollo Opzionale alla Convenzione contro la tortura lo scorso 3 aprile 2013. Tale Trattato internazionale prevede che ogni Stato dia vita al proprio interno a un National preventice mechanism, ovvero a un’autorità di controllo e ispezione di tutti i luoghi di privazione della libertà (carceri, commissariati, caserme, ospedali psichiatrici giudiziari, comunità, Centri di identificazione ed espulsione per immigrati). La legge italiana prevede che la nomina avvenga con decreto del presidente della repubblica, previa delibera del consiglio dei ministri, sentite le competenti Commissioni parlamentari. Affinché la nomina risponda a quanto previsto dal Trattato Onu e sia dunque assicurato il requisito di indipendenza dei tre componenti dell’Ufficio di garanzia, bisognerà essere molto attenti alle storie personali delle persone da nominare al fine di non privarle di quell’autorevolezza ed efficacia di azione che solo una figura realmente autonoma può avere. In particolare il garante e i due coadiutori dovranno dimostrare una lunga esperienza e una comprovata competenza, anche a livello internazionale, in materia di diritti delle persone detenute. Tra i requisiti previsti dalla legge vi è la non compatibilità con altro incarico pubblico. Sono già 37 i paesi del Consiglio d’Europa che hanno istituito l’Npm. Alcuni di questi hanno riconosciuto un ruolo formale alla società civile. L’Italia rischia di essere buon’ultima se non accelera nella procedura di nomina.

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