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Giustizia. Nonostante il Covid

Un viaggio tra i palazzi di giustizia, tra diritto e arte. Per spiegare il funzionamento della macchina giudiziaria durante la pandemia, Rai Istituzioni ha realizzato per Raiplay la serie I Palazzi di Giustizia in tempi di Covid, condotta da Luca Mazzà. Consiglio di stato, Corte dei conti, Corte suprema di cassazione e Corte costituzionale sono i quattro organi giudiziari protagonisti del programma, in cui il racconto delle bellezze artistiche custodite nelle sedi che ospitano gli uffici delle magistrature si è intrecciato con le testimonianze e le interviste a presidenti, procuratori generali e protagonisti delle aule della giustizia. La necessità di far conoscere più da vicino ai cittadini tanto il funzionamento di questi importanti organi giudiziari, quanto l’impatto della pandemia sul loro lavoro, si è unita alla volontà di mostrare la parte storica, architettonica e artistica legata alle loro sedi. Nella prima puntata, dedicata al Consiglio di stato, massimo organo della giustizia amministrativa, e alla sua sede Palazzo Spada, fattore identitario per il Consiglio di Stato, a far da guida è la direttrice della Galleria Spada, Adriana Capriotti. Nel corso della puntata sono intervenuti il presidente Filippo Patroni Griffi, Antonino Savo Amodio, presidente del tribunale del Lazio, definito il tar dei tar per la sua posizione peculiare nell’ambito della giustizia amministrativa e Rosanna de Nictolis, presidente del Cga della Sicilia, un unicum a livello nazionale che agisce come giudice d’appello sui due tar siciliani e intercetta circa il 10% del contenzioso d’appello nazionale. Patroni Griffi ha sottolineato come «Tar e Consiglio di Stato non sono mai andati in lockdown», evidenziando come non si è accumulato alcun ritardo del contenzioso ordinario, anzi, c’è stato un abbattimento dell’arretrato di circa il 6% in Consiglio di stato e di poco meno del 10% dei tribunali amministrativi. Ha ricordato poi le funzioni del Consiglio e ha espresso la sua opinione sull’impatto del recovery plan sulla pubblica amministrazione e sul fenomeno della «fuga della firma».

La seconda puntata ha avuto come protagonista la Corte dei conti e la sua sede. Luisa D’Evoli, magistrato del controllo di legittimità sugli atti della presidenza del consiglio dei ministri, racconta la storia della corte, ricordando come prima di insediarsi in quella sede ha cambiato diverse città e sedi storiche. Il presidente della Corte, Guido Carlino, ha sottolineato come l’adozione di provvedimenti ha consentito alla Corte di esercitare da remoto le sue funzioni giudiziarie e di controllo, per poi intervenire sui rischi legate all’assegnazione delle risorse del recovery fund e sulla necessità di una semplificazione normativa, così come di una maggiore autonomia per la corte stessa. Angelo Canale, procuratore generale della Corte dei conti ha invece spiegato l’organizzazione delle procure contabili e il loro lavoro durante la pandemia, mentre la presidente della sezione controllo enti.

La Corte suprema di cassazione e il «Palazzaccio» sono stati esplorati nel corso della terza puntata, ad accompagnare lo spettatore Paolo Coen, storico dell’arte, che ha raccontato la sua storia, dalla sua progettazione da parte dell’architetto Guglielmo Calderini, all’inaugurazione nel 1911. Il Primo presidente della Corte, Pietro Curzio, ha ricordato le funzioni e l’organizzazione della Corte, comparandola con quella delle Corti supreme di altri paesi, e sottolineando come adottare strutture simili, con pochi giudici e una grande struttura di supporto, anche grazie all’aiuto del Recovery plan, potrebbe migliorare il processo decisionale della Corte. Si è poi espresso sulle criticità legata alla lunghezza dei tempi della giustizia, in particolare per quanto riguarda il rito civile, affermando come sia attualmente in corso una riflessione per proporre delle modifiche al procedimento, per diminuirne la durata. Giovanni Salvi, procuratore generale della Cassazione ha illustrato le funzioni della Procura generale nel contesto del giudizio di legittimità mentre Luigi Marini, segretario generale, ha segnalato alcuni dati relativi al lavoro della corte: ha evidenziato che l’Italia possiede la corte con il maggior numero di giudici in Europa, ma è anche quella che ha il carico di lavoro più importante, facendo un paragone con la Francia, il carico medio annuo del civile è di 35 mila casi in Italia e di 14 mila in Francia, quello penale di 51 mila contro i 7 mila francesi. Il programma si conclude con la puntata dedicata alla Corte costituzionale, disponibile da venerdì.

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