Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Giustizia, ecco le novità stop all’appello per i pm cambia la prescrizione

Riforma della giustizia o salta tutto il Recovery. La ministra Marta Cartabia ribadisce l’indispensabile pre-condizione ieri, in riunione con i capigruppo della maggioranza in commissione alla Camera, per il ddl sul processo penale. Si parte soprattutto dalle modifiche su appello e prescrizione. Invitando tutti i partiti «a non considerarsi avversari, ma compagni di strada», e richiamando il lavoro della commissione che ha lavorato in via Arenula in questi mesi, Cartabia punta tutto su un netto snellimento. Ma la strada non è in discesa: «Ci sono criticità » hanno fatto sapere subito i 5Stelle.
Sul fronte dell’appello: il pm non potrà appellare né le sentenze di assoluzione né quelle di condanna, ma può ovviamente ricorrere in Cassazione (se la suprema Corte annulla, si torna poi in appello). E la stretta non esclude la difesa: visto che l’imputato potrà ricorrere solo per una lunga serie di motivi previsti dalla legge. Ma da via Arenula si tiene a sottolineare che in questo modo «non si vuole limitare la difesa, ma introdurre principi di maggior rigore per contestare la condanna di primo grado».
Sul fronte della prescrizione, sono due le proposte. La prima indica la sospensione della prescrizione dopo la condanna in primo grado, con ripresa se l’appello non si conclude in 2 anni; l’altra, la prescrizione processuale che si interrompe con l’esercizio dell’azione penale. Se il processo dura più di 4 anni in primo grado, 3 in appello e 2 in Cassazione, interviene l’improcedibilità. Si tratta dei termini di ragionevole durata del processo previsti, per quelle fasi, dalla legge Pinto. Rispetto a ciò che accade oggi, la proposta della commissione esclude la sospensione della prescrizione per l’assolto e limita temporalmente, in modo ragionevole, la sospensione del termine dopo la condanna.
«Il grande problema che domina i dibattiti della giustizia italiana è quello della durata dei processi», spiega la ministra, collegata online da via Arenula agli esponenti della maggioranza. «Il fattore tempo è al centro delle preoccupazioni dei cittadini, delle istituzioni europee, degli attori economici. Il fattore tempo è e deve essere al centro delle proposte di riforma che stiamo intraprendendo ». Per i tempi-lumaca del sistema italiano, argomenta Cartabia, « determinano due disfunzioni, che costituiscono violazioni di principi costituzionali ed europei: il primo è quello dell’eccessivo numero di processi che si concludono con la prescrizione, più volte rimproverataci da molti organi internazionali. Con la prescrizione, la domanda di giustizia da parte delle vittime rimane frustrata, e lo Stato manca al suo compito di assicurare l’amministrazione della giustizia. Il secondo, è quello della violazione del fondamentale diritto alla ragionevole durata del processo da parte degli imputati, un diritto garantito da Costituzione e Convenzione europea dei diritti dell’uomo».
La strada dell’intesa dovrà essere ora breve e produttiva: una mission ardua. I 5S parlano di criticità anche se il presidente grillino della commissione Giustizia della Camera, Mario Perantoni non è negativo. «Sono emerse proposte molto interessanti, sulle quali i gruppi svolgeranno le loro valutazioni. I punti di intervento sono molti, tra questi la prescrizione per la quale sono state proposte soluzioni alternative. Personalmente sono ottimista e devo aggiungere che dobbiamo esserlo perché stiamo lavorando attorno al cuore del Pnrr: dunque è necessario il massimo impegno di tutti».
Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La nuova autorità nasce il mese prossimo con l'obiettivo di colpire i traffici illeciti. Leggi ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Alle imprese italiane che hanno fatto ricorso alle moratorie previste dall’articolo 56 del decret...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Una spinta, sia pure indiretta, a una più complessiva riforma della riscossione (cui peraltro il G...

Oggi sulla stampa