Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Giustizia chi media sulla mediazione

di Isidoro Trovato

In tempi di manifesti e ricette per il rilancio dell'economia, forse non farebbe male dare un'occhiata alla nuova edizione del rapporto «Doing Business 2012» (fonte World Bank), che classifica dall'Afghanistan allo Zimbabwe 183 economie sulla base del grado di facilità o difficoltà di fare impresa per le piccole e medie aziende. In questa speciale classifica l'Italia è scivolata di 4 posti rispetto al 2011 (dall'83° all'87°). Ma esiste anche un'altra classifica in cui la posizione italiana è di gran lunga peggiore: si tratta dell'«Enforcing Contract», un ranking che tende a misurare, l'efficienza della giustizia civile e le sue ripercussioni sul mondo economico. In questo caso l'Italia si ritrova all'ultimo posto tra i 183 paesi analizzati. «Ma l'aspetto peggiore non è nemmeno questo — fa notare Leonardo D'Urso, mediatore co-fondatore di Adr Center —. Ciò che ci deve sbalordire è di "quanto" siamo ultimi tra i Paesi più sviluppati. L'Italia ancora una volta si assesta al 158° posto tra i 183 Paesi, con la distanza abissale di 64 posizioni rispetto a Israele, il penultimo paese nell'area Ocse. È come se in una finale olimpionica dei cento metri si arrivasse ultimi con un minuto di ritardo rispetto al penultimo».
Giustizia lenta
Nel dibattito attuale sulle riforme e liberalizzazioni utili a favorire lo sviluppo economico l'efficienza della giustizia civile è indicata da più parti come un fondamentale propulsore. «Occorre però essere chiari — osserva D'Urso — nell'individuare il motivo principale dell'inefficienza della giustizia civile che fa perdere competitività al sistema Italia: noi paghiamo il numero esorbitante di processi che non ha uguali al mondo».
Ma proprio il metodo di lotta al fenomeno della giustizia lenta ha aperto una profonda contrapposizione tra i sostenitori delle mediazione civile e il mondo dell'avvocatura che invece ritiene lo strumento come incostituzionale e inadatto. «Il ricorso al tentativo di conciliazione — spiega D'Urso — come condizione di procedibilità in alcuni settori del contenzioso civile introdotto nel marzo scorso sta già iniziando a dare ottimi risultati: circa il 60% degli incontri svolti si chiude positivamente con un accordo. Negli oltre 500 organismi di mediazione accreditati, oltre il 70% delle mediazioni sono svolte in presenza degli avvocati di parte».
Il contrasto
Rimane però la contrapposizione insanabile con il mondo dell'avvocatura che chiede la soppressione dell'obbligatorietà della mediazione causa inconstituzionalità. «Ultimamente la contrapposizione non è così diffusa. Molti Ordini degli avvocati, superate le perplessità iniziali, con i loro organismi di mediazione stanno gestendo da protagonisti molte procedure. L'organismo dell'Ordine di Roma, ad esempio, ha avuto oltre 1500 istanze. Il ricorso alla mediazione sta avendo anche un effetto indiretto tramite l'incremento dei negoziati diretti tra avvocati per la chiusura delle liti. Basti pensare che al tribunale di Roma le cause civili sono calate del 30% rispetto all'anno scorso per effetto della mediazione. È questo il vero dato clamoroso della riforma». Anche Unioncamere ha di recente diffuso dati (in sei mesi 80 milioni di euro risparmiati dagli italiani grazie alla mediazione) considerati trionfali dai mediatori e fallimentari da parte degli avvocati. «Per la modernizzazione della giustizia — ribadisce Maurizio de Tilla, presidente dell'Oua — la proposta è semplice: Patto per la giustizia e per i cittadini, sottoscritto da tutti gli operatori del settore, in testa Oua e Associazione nazionale magistrati, con obiettivi chiari: più magistrati, estensione delle prassi positive che già esistono nel nostro Paese, come l'innovazione tecnologica e la managerialità nella gestione degli uffici. Così si risparmia, si eliminano gli sprechi, non si danneggiano i cittadini e si recupera competitività per il Paese. Serve un urgente tavolo di confronto con le rappresentanze dell'avvocatura, in primis con l'Oua e il Cnf, nonché con il Coordinamento Nazionale Ordini Forensi Minori». Un altro tavolo, mentre il paese resta in fondo alle classifiche.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il progetto di fusione tra Fiat-Chrysler (Fca) e Peugeot-Citroën (Psa) si appresta a superare uno d...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Davanti alle piazze infiammate dal rancore e dalla paura, davanti al Paese che non ha capito la ragi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Erogazioni in crescita l’anno prossimo per Compagnia di San Paolo, nonostante lo stop alla distrib...

Oggi sulla stampa