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Giustizia, bisogna fare cassa

Salvare gli esami per aspiranti avvocati e notai. Senza i soldi stanziati dalla legge di Stabilità per il 2014 le prove d’esame e di concorso sono a rischio. E senza i soldi stanziati dal ddl Stabilità non sarà nemmeno possibile assumere magistrati già vincitori di concorso.

La relazione tecnica al disegno di legge di Stabilità (ex Finanziaria), che ha iniziato il suo iter al senato (atto n. 1120), mette, addirittura, in forse le procedure per reclutare nuovi professionisti legali e per garantire l’incardinamento in servizio di nuovi giudici e pubblici ministeri. Lo stato dunque deve fare cassa e, nel settore giustizia, lo fa con i processi e con versamenti a carico degli interessati.

Aumenta, infatti, a 27 euro l’anticipazione per le spese di notificazione da parte delle cancellerie. Nel gergo si parla di «marca da 8», facendo riferimento al fatto che l’anticipazione costa 8 euro, corrisposte mediante una marca. Se il disegno di legge di Stabilità per il 2014 diventerà legge, così come approvato dal governo, bisognerà parlare di «marca da 27». Le novità del disegno di legge di Stabilità non si fermano a un rincaro dei processi. È previsto anche a un alleggerimento delle parcelle degli avvocati pubblici e del libero foro (per il gratuito patrocinio). L’obiettivo nel primo caso è aumentare le entrate dello stato e nel secondo caso tagliare le spese. I risultati che si rischiano sono, però, ben altri: la negazione del servizio «giustizia» nelle controversie di minor valore; la trasformazione del gratuito patrocinio in una prestazione sostanzialmente di volontariato; la sottovalutazione delle avvocature pubbliche. Ma vediamo di illustrare il provvedimento, che introduce un balzello di 50 euro a carico dei partecipati agli esami di avvocato (diventano 75 euro per l’esame da cassazionista) e ai concorsi di notaio e magistrato.

ESAMI E CONCORSI NELLE PROFESSIONI LEGALI

I commi da 15 a 20 dell’articolo 18 propongono l’introduzione di un contributo obbligatorio a carico dei candidati che partecipano agli esami per l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato e per l’inscrizione nell’albo per il patrocinio davanti alla Corte di cassazione, e anche ai concorsi per la nomina a notaio e per magistrato ordinario. La determinazione delle modalità di versamento del contributo sarà stabilita con un decreto del ministro della giustizia. Si prevede inoltre che la misura del contributo sia aggiornato ogni tre anni secondo l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

Per gli avvocati la misura prevista è di vitale importanza; in caso contrario, si legge nella relazione tecnica al disegno di legge, non potrà essere garantito il regolare svolgimento dell’esame di abilitazione forense.

Considerato che le domande presentate nelle ultime due sessioni sono state mediamente pari a circa 37.000, l’introduzione del contributo previsto consentirebbe la parziale copertura dei costi correlati allo svolgimento dell’esame, ammontanti complessivamente a quasi 3 milioni di euro all’anno.

Per gli esami da cassazionista la resa per l’erario sarà decisamente modesta e cioè 7.500 euro.

La situazione di emergenza si riscontra anche per i notai: è necessario, si legge nella relazione tecnica, il reperimento delle risorse necessarie a garantire il regolare funzionamento dell’esame per notaio. È questo viene realizzato attraverso l’aumento del contributo per la partecipazione alle prove concorsuali. Il nuovo introito è stimato in euro 550 mila per anno.

Dalla tassa di concorso per i magistrati si prevede di introitare un gettito annuo di circa 1.250.000 euro, a parziale copertura di una spesa complessiva ammontante a circa 2 milioni di euro per ciascuna tornata concorsuale.

MARCA DA 27 EURO NEI PROCESSI CIVILI

Il comma 21 dell’articolo 18 propone di modificare l’articolo 30 del Testo unico delle spese di giustizia (dpr n. 115 del 2002), disponendo, l’aumento da 8 euro a 27 euro, dell’anticipazione forfettaria prevista per le notificazioni a richiesta dell’ufficio.

La disposizioni si applicherà ai procedimenti iscritti a ruolo successivamente alla data di entrata in vigore della legge di Stabilità e quindi dal 1° gennaio 2014.

La misura frutterà quasi 44 milioni: è il prezzo da pagare per assumere 330 magistrati in più.

L’incidenza dell’aumento è molto alta nelle liti di basso valore, con il rischio di disincentivare la tutela giudiziaria. Si consideri che questo ultimo aumento non è un fatto isolato, ma arriva dopo una lunga serie di aumenti del contributo unificato, esteso anche a controversie tradizionalmente esenti (come quelle del settore lavoro e famiglia).

GRATUITO PATROCINIO

Il ddl Stabilità 2014 propone che, per la liquidazione di prestazioni svolte in favore di soggetti ammessi al gratuito patrocinio, gli importi spettanti al difensore, all’ausiliario del magistrato, al consulente tecnico di parte e all’investigatore privato autorizzato, sono ridotti di un terzo.

La disposizione si applicherà alle liquidazioni successive alla data di entrata in vigore della legge di Stabilità e quindi dal 1° gennaio 2014.

La disposizione parla di «liquidazioni» successive al 1° gennaio 2014: questo vuol dire che il taglio si deve applicare anche ai processi già definiti, se il giudice non ha ancora determinato (liquidato) il compenso. Il risparmio previsto è di 10 milioni di euro, ma si tratta di somme che non andranno più a remunerare il lavoro degli avvocati e dei consulenti. Se si considerano le lungaggini dei procedimenti di pagamento e questo sostanzioso sconto, il gratuito patrocinio viene remunerato veramente con poco.

AVVOCATI PUBBLICI

L’articolo 11, comma 6, del ddl Stabilità per il 2014 prevede che, a decorrere dal 1° gennaio 2014 e fino al 31 dicembre 2016, i compensi professionali liquidati a seguito di sentenza favorevole per le pubbliche amministrazioni, in favore dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, incluso il personale dell’avvocatura dello stato, sono corrisposti nella misura del 75%. Le somme provenienti dalle riduzioni di spesa saranno versate annualmente allo stato dagli enti e dalle amministrazioni dotate di autonomia finanziaria. La disposizione sul versamento allo stato non si applica agli enti territoriali e agli enti, di competenza regionale o delle province autonome di Trento e di Bolzano del Servizio sanitario nazionale.

PROCESSO TRIBUTARIO

L’articolo 18, comma 14, estende al processo tributario, la possibilità di effettuare il pagamento del contributo unificato e delle spese di giustizia con modalità telematiche, analogamente a quanto previsto nell’ambito della giurisdizione ordinaria.

Viene rinviato a un decreto ministeriale il compito di determinare le modalità tecniche per il riversamento, la rendicontazione e l’interconnessione dei sistemi di pagamento, e anche il modello di convenzione che l’intermediario abilitato deve sottoscrivere per effettuare il servizio.

Sempre l’articolo 18, ma il comma 13, chiarisce le modalità di calcolo del contributo unificato relativamente ai ricorsi proposti avverso più atti impugnati: il calcolo del contributo per scaglioni viene effettuato con riguardo a ciascun atto impugnato anche con riguardo ai contenziosi in appello.

COPIE TELEMATICHE

Viene previsto, poi, che le parti, che si sono costituite con modalità informatiche e accedono per via telematica al fascicolo processuale informatico, estraendo copia non autentica degli atti e dei documenti, non sono tenute al pagamento dei diritti di copia. Lo scopo della norma è dare massimo impulso all’informatizzazione del processo in tutte le giurisdizioni (ordinaria, amministrativa contabile e tributaria), nell’ottica di ridurre la durata del processo e di ottenere risparmi di gestione.

ISTANZE TELEMATICHE

Il ddl stabilità per il 2014 fissa in maniera forfettaria l’imposta di bollo dovuta sulle istanze alla p.a. trasmesse in via telematica e sugli atti e i provvedimenti rilasciati tramite i medesimi canali (articolo 18, commi da 6 a 11): l’imposta è dovuta nella misura di euro 16,00 per ciascun documento, indipendentemente dalle sue dimensioni.

L’obiettivo è di incentivare ulteriormente l’utilizzo dei canali telematici di comunicazione con la pubblica amministrazione.

Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate saranno stabilite le modalità per il pagamento per via telematica dell’imposta di bollo dovuta per le istanze e per i relativi atti e atti e provvedimenti, anche attraverso l’utilizzo di carte di credito, di debito o prepagate.

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