Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Giustizia 2018, riflettori su famiglia e assegno divorzile

Un deposito ricchissimo di sentenze quello del 2018. A fine anno siamo già a 35 mila decisioni della Cassazione civile e quasi 60 mila delle sezioni penali. Moltissimi i temi affrontati al Palazzaccio che, come sempre, tenta di colmare vuoti legislativi e norme nebulose. Protagonisti incontrastati di quest’anno, il fisco, la famiglia e, alla luce del recente Gdpr, la privacy.

Ma andiamo per ordine: a luglio il Massimo consesso della Suprema corte risolve il contrasto e deposita una sentenza, tanto rivoluzionaria quanto aperta a molte interpretazioni, sull’assegno di divorzio. E, se non è retromarcia sul revirement, poco ci manca. Le Sezioni unite civili della Cassazione chiudono il contrasto di giurisprudenza sull’assegno inaugurato dalla sentenza 11504/2017, che ha mandato in soffitta il criterio del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio per stabilire il diritto al trattamento economico da parte del coniuge richiedente a carico dell’altro. D’ora in avanti, dunque, sull’assegno peseranno il contributo al ménage, l’età dell’ex e la durata delle nozze. Compensativa e perequativa oltre che assistenziale la funzione del trattamento. Frutto di decisioni comuni l’apporto alla vita familiare. Solidarietà anche a vincolo sciolto.

Ma non è tutto sul tema famiglia. A fine anno i Supremi giudici tirano fuori dal cilindro anche un’altra rivoluzionaria decisione (sentenza n. 31902), annullando, di fatto, i pochi e magmatici effetti sortiti dalle norme sull’affido condiviso. È stata infatti sdoganata la prassi che non permette ai genitori separati di trascorrere la stessa quantità di tempo con i figli, nonostante, appunto, la bigenitorialità. Passerà più giorni con il bambino chi è in grado di instaurare un legame affettivo molto forte e di farlo crescere in un ambiente sociale più consono. Statisticamente, secondo i giudici, le mamme. Di certo al Palazzaccio non potevano mancare riflessioni sulla privacy, in modo particolare dei lavoratori, uno dei temi più caldi degli ultimi due anni. È pesata, e molto, la sentenza pubblicata il 5 settembre 2017 dalla grande chambre della Corte europea dei diritti dell’uomo secondo cui va tutelato il diritto del lavoratore alla vita privata: il datore deve dunque avvisare il personale del possibile controllo delle comunicazioni dei dipendenti anche via internet (sentenza 13266/2018).

In poche parole, per la Cassazione, le garanzie dello statuto dei lavoratori contro i controlli a distanza vanno applicate anche in caso di controlli difensivi, ma quando gli illeciti dei lavoratori riguardano l’esatto adempimento delle obbligazioni che scaturiscono dal contratto di lavoro e non la tutela di beni estranei al rapporto. E dulcis in fundo ma non troppo dulcis, a fine anno è arrivata la stangata fiscale agli avvocati. Con la sentenza 32258 la sezione tributaria ha infatti affermato che i contributi versati dall’avvocato alla Cassa forense non sono deducibili dal reddito complessivo. Il beneficio fiscale sussiste solo nel caso in cui il costo non sia stato ribaltato sul cliente.

Debora Alberici

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ai tempi delle grandi manifestazioni contro la stretta cinese, le file degli studenti di Hong Kong a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ingresso nel tempio della finanza tradizionale pompa benzina nel motore del Bitcoin. Lo sbarco s...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Internet super-veloce e la fibra ottica sono un diritto fondamentale, costituzionale, che va ass...

Oggi sulla stampa