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Giudici tributari, autonomia ok

In salvo l’autonomia della magistratura tributaria. Dalla legge di stabilità 2014 è stata stralciata la norma che avrebbe cancellato l’indipendenza contabile del Cpgt, l’organo di autogoverno della magistratura del fisco, trasformandolo di fatto in una succursale del Mef. Eliminata pure la disposizione che istituisce presso lo Sviluppo economico una cabina di regia per il monitoraggio e il coordinamento degli interventi sulle crisi d’impresa.

Ko anche la nuova ripartizione territoriale “fifty-fifty” delle competenze spettanti ad avvocati e procuratori dello Stato nelle cause vinte (si proponeva la divisione in parti uguali tra quelli dell’ufficio interessato e l’intera categoria a livello nazionale). È quanto ha deliberato ieri mattina l’aula del senato, che ha bocciato le disposizioni in quanto aventi carattere ordinamentale.

La notizia ha parzialmente rasserenato il mondo della giustizia tributaria, i cui rappresentanti istituzionali e sindacali si erano mobilitati di gran lena negli ultimi giorni per chiedere correzioni alle norme proposte (si veda ItaliaOggi del 18 ottobre 2013). I vertici dell’Amt hanno incontrato martedì il capo di gabinetto del Mef, Daniele Cabras, e il capo dell’ufficio legislativo, Luigi Caso, per mostrare le perplessità della categoria riguardo sia all’abolizione dell’autonomia contabile del Cpgt sia all’attribuzione del ruolo di Garante del contribuente ai presidenti delle Ctr. I due esponenti dell’Economia «hanno manifestato la loro sorpresa nell’apprendere le due disposizioni», commenta il presidente nazionale Amt, Ennio Attilio Sepe, «escludendo di essere stati gli autori di tali disposizioni. L’incontro si è svolto in un clima ben diverso da quello che caratterizzava i rapporti con il precedente gabinetto. Auspichiamo che questa sensibilità possa mantenersi anche riguardo ad altre questioni urgenti, tra cui il riconoscimento di un compenso ai giudici per i provvedimenti cautelari». L’associazione ha incassato la disponibilità del Mef a una più ponderata valutazione poi sfociata, ieri mattina, nella cancellazione della norma sul Cpgt. «Una vittoria del diritto», commenta Daniela Gobbi, consigliere uscente, «perché mantenendo l’autonomia del Cpgt si tutela anche l’indipendenza e la terzietà dei giudici». Nella serata di martedì lo stesso Consiglio di presidenza, presieduto da Gaetano Santamaria Amato, aveva richiesto un’audizione urgente presso le commissioni parlamentari sullo stesso tema.

Non si placano le polemiche, invece, sulla disposizione che dal 1° gennaio 2014 attribuisce il ruolo di Garante del contribuente ai presidenti delle commissioni tributarie regionali. «Definisco la riforma una soppressione», osserva il presidente della Ctr Toscana, Mario Cicala, «in quanto i compiti oggi svolti dal Garante sono concettualmente incompatibili con le funzioni giudiziarie e giudicanti proprie dei presidenti di commissione». Per le stesse ragioni dall’Amt è arrivata la richiesta a tutti gli interessati di «manifestare il proprio dissenso e preannunciare l’indisponibilità a svolgere un ruolo assolutamente improprio. E per di più senza alcun compenso o rimborso».

Non ha superato il vaglio di palazzo Madama neppure la norma che, nel settore dell’editoria, prevedeva il conferimento alle pubblicazioni periodiche di elevato valore culturale di «menzioni speciali non accompagnate da apporto economico».

Al tappeto, infine, la concessione all’Ivass (istituto di vigilanza sulle assicurazioni) dell’autonomia organizzativa necessaria per determinare gli organici sulla base delle proprie esigenze operative, con la possibilità di effettuare assunzioni anche discostandosi dai limiti imposti dalla spending review.

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