Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Giudici d’impresa al via

Il tribunale delle imprese è partito a macchia di leopardo. Tra qualche incertezza sulla data del debutto e scogli organizzativi, si è alzato il sipario sul nuovo ufficio giudiziario destinato a fare da punto di riferimento per alcune delle principali controversie del diritto dell’economia. Come a volte avviene quando la fase transitoria prima dell’entrata in vigore di una novità di rilievo è particolarmente ampia, una prima incertezza ha riguardato la data effettiva dell’esordio. Ieri o oggi? I 6 mesi dall’entrata in vigore della disciplina che ha introdotto la novità sono stati interpretati diversamente: Napoli e Genova sono partiti ieri; Milano e Bologna, scatteranno solo oggi. Una diversità data dal conteggio, o meno, nei 180 giorni prima dell’esordio, della data di pubbblicazione del provvediemnto istitutivo.
In realtà poco cambia nei fatti, visto che il nuovo ufficio si dovrà occupare delle controversie introdotte a partire dalla data di entrata in vigore e l’eventuale errore nella data di presentazione potrà essere immediatamente sanato già a partire da oggi.
Le difficoltà maggiori potrebbero allora essere quelle di carattere organizzativo, tutte da verificare alla luce dell’aumento dei carichi di lavoro. A Napoli, per esempio, il progetto di organizzazione predisposto dal presidente del tribunale Carlo Alemi è stato bocciato dal consiglio giudiziario. Dieci voti contro nove per una valutazione di inadeguatezza cui Alemi replica senza fare drammi, convinto che nulla è compromesso e che eventuali cambiamenti saranno possibili solo dopo una effettiva visibilità sull’incremento dei flussi.
Il Csm ha fissato in 6 giudici l’organico minimo di ciascuna sezione specializzata, ma la disciplina esclude l’aumento dell’organico. Così è si dovuta aprire una procedura per i trasferimenti destinati a coprire i 26 posti liberi per le funzioni giudicanti di primo grado. Una procedura, tecnicamente «interpello», che si concluderà solo il prossimo 3 ottobre. Per quella data gli organici dovrebbero essere definiti e il ministro della Giustizia, Paola Severino, che molto tiene alla riforma, ha promesso un’immediata presa di possesso dei nuovi incarichi.
Di sicuro, specie nei tribunali più grandi, dove, come a Milano, era presente una sezione specializzata in diritto societario, la scelta più ragionevole è stata quellla di accorpare la “vecchia” sezione specializzata in marchi e brevetti con quella che si occupava di diritto commerciale. Resterà da capire se le cause su materie societarie escluse dal tribunale delle imprese dovranno essere assegnate a una nuova sezione che maturerà una sua nuova specializzazione oppure verranno fatTe confluire nel tribunale delle imprese, nel caso avesse margini di recupero di efficienza.
Se la magistratura ha provato a organizzarsi per non farsi trovare impreparata a una riforma che scommette anche sulla specializzazione dell’autorità giudiziaria, una forte ostilità arriva dall’avvocatura. Dove a ragioni più di campanile (a Monza, per esempio, si è fatta sentire la protesta dei legali, perplessi sul possibile allungamento dei tempi di risoluzione delle cause per effetto del trasferimento a Milano) si somma l’avversione strutturale per una giustizia “a due velocità”.
Il Consiglio nazionale forense ha sottolineato infatti lo squilibrio che la riforma sancisce tra un percorso accelerato dedicato alle liti che vedono parti le imprese e un’altra giustizia, più ordinaria, che coinvolge i cittadini, con tempi lunghi, strutture carenti e pochi investimenti. Nel mirino anche la distribuzione territoriale che esclude quella giustizia “di prossimità” già pesantemente compromessa dalla revisione della geografia giudiziaria.
Che tutto questo possa compromettere in maniera determinante la partenza del tribunale delle imprese è difficile da dire. Certo una prima valutazione sarà possibile solo tra qualche tempo; solo allora infatti si potrà misurare oltre all’adeguatezza delle strutture organizzative dei tribunali anche la capacità di creare giurisprudenza di qualità e il più possibile univoca su materie scivolose come quelle a sensibilità antitrust oppure quelle interne alla governaance societaria.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa