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Giudici di pace? Pochi

Dal 29 aprile è in vigore il decreto di mantenimento di 285 uffici del Giudice di pace seguito alla recente riforma delle circoscrizioni giudiziarie. Il provvedimento, firmato dal guardasigilli Andrea Orlando il 7 marzo scorso, individua le sedi degli uffici che gli enti locali si impegnano a mantenere a loro cura e spese nei propri territori, secondo l’art. 3 del decreto legislativo 156/2012.

Ma vediamo quali sono gli effetti del provvedimento: chiudono definitivamente gli uffici del gdp per i quali non è stata fatta domanda di mantenimento mentre quelli la cui istanza di mantenimento da parte dell’ente locale era stata accolta, hanno 15 giorni di tempo per esercitare la facoltà di revocarla. A questo punto ci sono sessanta giorni di tempo per gli enti stessi chiamati a individuare i nominativi e i requisiti del personale dei propri ruoli destinato a svolgere mansioni di supporto all’attività giurisdizionale da avviare a formazione. Oltre al personale, l’ente deve individuare l’esatta ubicazione della sede comunale prescelta specificando se diversa o meno dalla precedente e nominare un referente scelto da ciascun ente locale interessato che possa interfacciarsi con il ministero anche con riferimento alle attività di supporto informatico della Dgsia. Nella circolare di istruzioni diramata dal ministero il 7 marzo scorso, si specifica che il personale di supporto alla magistratura onoraria dovrà appartenere a «profili professionali equipollenti a quelli previsti per l’amministrazione giudiziaria e risultare idoneo a consentire l’erogazione del servizio giustizia».

Gli enti locali dovranno comunicare i dati sul personale esclusivamente per posta certificata a formazionegdp.dgpersonale.dog@giustiziacert.it o per raccomandata con ricevuta di ritorno al Dicastero di via Arenula a Roma, all’Ufficio formazione della Direzione generale del ministero presso il Dog-Dipartimento organizzazione giudiziaria. Viceversa, le dislocazioni di sedi comunali dovranno essere postate per posta certificata a gdp.Dgsia.dog@giustiziacert.it o per raccomanda A/R alla Dgsia in via Crescenzio 17. Gli uffici del gdp definitivamente soppressi, continueranno a funzionare solo per le udienze già fissate in precedenza, il cui rinvio avverrà presso la sede accorpante e per il termine di non oltre sei mesi. Sulla base delle indicazioni date dai presidenti dei tribunali di riferimento degli uffici del gdp, i magistrati a capo della corti d’appello dovranno assicurare il funzionamento degli uffici di gdp in questo periodo di transizione. E intanto continua il duro confronto tra il ministro Orlando e la categoria che convoca il direttivo nazionale per il 7 maggio. Nei giorni scorsi le parti si sono confrontate a via Arenula per quattro ore sulla riforma della categoria e sulla sua richiesta di uno status giuridico certo con conseguente trattamento previdenziale. «Un incontro in cui il ministro ci ha assicurato che il ministero non presenterà alcun progetto di legge prima di aver esaurito il confronto con noi. Confronto da esaurire entro il mese di maggio per consentire al presidente del consiglio Renzi di conoscere le risultanze dei nostri incontri», fa sapere in una nota il presidente Unagipa, Gabriele Longo che preannuncia ancora una volta l’intenzione di scioperare contro le dichiarazioni rese al senato dal ministro, secondo la categoria «peggiorative» per trattamento economico e tendenti a escludere la rinnovabilità degli incarichi.

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