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Giudici di pace, no degli avvocati

di Giovanni Negri

Se Imola esulta, Reggio Calabria precipita nello sconforto. E gli avvocati salgono sulle barricate. Come prevedibile la pubblicazione (si veda Il Sole 24 Ore di ieri) della lista degli uffici del giudice di pace che saranno soppressi e poi accorpati solleva polemiche a raffica. A loro modo emblema delle diverse reazioni quella che arriva dal sindaco di Imola che tira un sospiro di sollievo per la mancata cancellazione della sede locale della magistratura onoraria e anzi batte le mani all'allargamento della competenza territoriale che andrà a comprendere anche i territori di altri vicini comuni. Ma anche quella alla base dell'ordine del giorno di fonte Pd che intende impegnare la giunta della Calabria a prendere posizione ufficiale contro la cancellazione di un ampio numero di sedi.
E dagli avvocati che ieri avevano in programma un incontro poi saltato all'ultimo minuto con il ministro della Giustizia arriva una netta contrarietà con l'Oua che mette questa insieme a molte altre ragioni di scontento alla base di uno sciopero che nei prossimi giorni potrebbe chiamare l'intera avvocatura all'astensione dalle udienze. Per Maurizio De Tilla, presidente dell'Oua è ««inaccettabile l'attuazione del decreto legislativo sui giudici di pace e la conseguente soppressione di centinaia di sedi senza alcun criterio di ricaduta sul territorio. Sarà il caos, il contenzioso in assenza di una valida alternativa ricadrà sui grandi tribunali, molti dei quali già ora intasati per mancanza di mezzi e risorse».
La proposta del ministero, che rappresenta solo il primo passaggio del più ambizioso progetto di ridefinizione della geografia giudiziaria, procede al taglio di 674 uffici e al loro accorpamento soprattutto con le sedi dei tribunali facendo venire meno quella anomalia della competenza extramandamentale che ha come conseguenza anche una incapacità di fondo del sistema a sfruttare in maniera economicamente efficace le risorse sul territorio. Con l'intervento del ministro Paola Severino, che comunque deve essere ancora discusso in Parlamento, verranno recuperati 1.944 giudici e 2.104 unità di personale amministrativo che andranno ricollocate.
E ieri la commissione Giustizia del Senato ha dato via libera al decreto legge svuota carceri, che approderà in aula a Palazzo Madama in prima lettura mercoledì prossimo. Nessuna modifica significativa: fino al 31 dicembre 2013 gli ultimi 18 mesi di detenzione si sconteranno ai domiciliari, anche per i recidivi. Fra gli emendamenti approvati dalla Commissione Giustizia del Senato, uno stabilisce che «entro il 31 marzo 2013 gli istituti penitenziari già sede di ospedale psichiatrico giudiziario sono definitivamente chiusi o, in alternativa, riconvertiti ad altra funzione penitenziaria».

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