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Giudici, conflitti d’interesse ko

Stop al conflitto di interessi dei magistrati.

Devono essere messi fuori ruolo se ricoprono incarichi di vertice in enti pubblici nazionali e internazionali. E anche se ricoprono altri incarichi diversi da quelli apicali che richiedono la differenziazione dei ruoli.

È pronto, infatti, lo schema di decreto legislativo attuativo della legge delega n. 190/2012 (sulla lotta alla corruzione nella pubblica amministrazione).

Questa legge al comma 66 impone la collocazione fuori ruolo dei magistrati se ricoprono incarichi di vertice e, al comma 67, delega il governo a individuare ulteriori incarichi, anche negli uffici di diretta collaborazione, che comportano allo stesso modo la collocazione fuori ruolo.

Lo schema di decreto legislativo, la cui relazione illustrativa è disponibile sul sito della camera, si occupa da un lato di definire che cosa si intenda per incarichi apicali e semi-apicali e dall’altro di elencare gli ulteriori incarichi ostativi alla permanenza nel ruolo giudiziario.

Sono interessati magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari e avvocati e procuratori dello stato.

Quanto agli incarichi di vertice, il decreto vi ricomprende la presidenza alle autorità garanti, la segreteria generale e la direzione della presidenza della repubblica, la segreteria generale e la vicesegreteria della corte costituzionale della presidenza del consiglio dei ministri e dei ministeri. Ancora, tra gli altri incarichi, vanno ricordati la direzione e vicedirezione delle agenzie e anche la segreteria generale di enti territoriali e locali.

I magistrati e gli avvocati dello stato, se ricoprono gli incarichi apicali e semiapicali elencati, devono essere collocati fuori ruolo. Se gli incarichi sono svolti presso organi o enti partecipati o controllati dallo stato, i magistrati e gli avvocati dello stato sono collocati obbligatoriamente in aspettativa senza assegni.

Quanto agli ulteriori incarichi lo schema di decreto legislativo include, tra gli altri, i capi degli uffici legislativi e delle segreterie tecniche dei ministeri, i direttori delle scuole pubbliche di formazione, i direttori generali di ente pubblico non economico, i dirigenti generali dei ministeri. Per questi casi è prevista la collocazione fuori ruolo o, se richiesta, l’aspettativa senza assegni. Se si tratta di capi degli uffici legislativi di ministeri con portafoglio, l’obbligo del fuori ruolo è limitato al caso in cui l’impegno del magistrato sia ritenuto incompatibile con lo svolgimento delle funzioni istituzionali.

Lo schema di decreto fa salve le altre disposizioni che impongono la collocazione fuori ruolo.

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