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Giudici ancora divisi sul raddoppio

Posizioni differenti sulla «sopravvivenza» della disciplina transitoria dettata dal Dlgs 128/2015
Prosegue la saga giurisprudenziale sui termini di decadenza di accertamento. Secondo la Ctr Lombardia 4936/2016, sezione 27 (presidente Secchi, relatore Candido), la norma transitoria della legge di Stabilità 2016 (legge 208/2015) sulla decadenza dei termini di accertamento avrebbe di fatto abrogato il precedente regime transitorio previsto dal decreto sulla certezza del diritto (il Dlgs 128/2015). All’interno della stessa Ctr, invece, la sezione 67, con la sentenza 4933/2016 depositata il giorno prima, ha espresso parere differente: ognuna delle due norme transitorie avrebbe una propria autonomia, così che gli atti devono essere regolati dalla leggi vigenti nel tempo in cui sono stati emessi (tempus regit actum).
Sulla stessa linea della Ctr Lombardia 4933/67/2016 si pongono due sentenze della Cassazione (16728/2016 e 26037/2016), mentre vi è copiosa giurisprudenza di merito che si pone sulla linea della sentenza 4936/27/2016.
La vicenda è la fotografia ideale della “costante precarietà” delle questioni fiscali.
L’articolo 2 del Dlgs 128/2015 ha stabilito una speciale disciplina transitoria che, sostanzialmente, consentirebbe di notificare avvisi di accertamento con il raddoppio dei termini nonostante l’inoltro della denuncia ex articolo 331 del Codice di procedura penale (Cpp) dopo la scadenza dei termini ordinari di accertamento (in deroga a quanto dispone lo stesso Dlgs 128/2015). Questo per gli atti notificati al 2 settembre 2015 (data di entrata in vigore del decreto sulla “certezza del diritto”) e per i Processi verbali di contestazione (pvc) e gli inviti al contraddittorio «notificati» a tale ultima data, a condizione che l’atto impositivo sia stato emesso entro il 31 dicembre 2015.
Invece, a tre mesi circa di distanza, la legge di Stabilità 2016 (legge 208/2015), che ha riscritto le regole sui termini di decadenza dell’accertamento dal periodo d’imposta 2016 in poi, ha previsto un regime transitorio: per i periodi d’imposta fino al 2015 l’eventuale raddoppio può operare solo qualora la denuncia ex articolo 331 del Cpp venga presentata entro i termini decadenziali di accertamento.
In sostanza, a distanza di tre mesi vi sono state due norme transitorie regolanti la stessa materia.
Dalla lettura della norma transitoria della legge di Stabilità 2016, che fa riferimento ai periodi d’imposta anteriori al 2016, si ricaverebbe l’abrogazione del regime transitorio del Dlgs 128/2015 e l’applicazione di quello nuovo, anche per gli atti che sarebbero stati altrimenti soggetti al primo.
Tuttavia la finalità di una disciplina transitoria non è quella di abrogare un regime ma, semmai, di preservarlo pro tempore. Così si potrebbe ritenere che i due regimi siano autonomamente applicabili:
il primo (quello del Dlgs 128/2015) dovrebbe valere per gli atti notificati nei termini stabiliti dall’articolo 2, comma 3, del Dlgs 128;
il secondo (quello della legge di Stabilità) dovrebbe riguardare i periodi d’imposta fino al 2015, esclusi gli atti relativi a tali periodi notificati nei termini stabiliti dall’articolo 2, comma 3, del Dlgs 128.
Ad ogni modo, risulta evidente l’estemporaneità del legislatore fiscale che, a distanza di pochi mesi, emana due norme transitorie: una, quella del Dlgs 128/2015, fatta per salvare il noto “infortunio” della Consulta (sentenza 247/2011); l’altra, quella della legge di Stabilità 2016, frutto di un evidente “copia e incolla”.

Dario Deotto

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