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Giudici amministrativi pronti a passare al fascicolo virtuale


di Pasquale de Lise

I giudici amministrativi – che quest'anno celebrano i 180 anni della nascita del consiglio di Stato e i 40 anni della legge istitutiva dei Tar – in questi mesi, sono impegnati in una sfida complessa ma affascinante: l'applicazione del codice del processo amministrativo.

Tra le disposizioni più significative contenute nel nuovo testo vi sono quelle che intendono realizzare il processo informatizzato: per la prima volta le comunicazioni e i depositi e tutti i rapporti fra gli uffici e i difensori possono avvenire esclusivamente in via telematica.

Inoltre, per gli avvocati, è previsto il deposito, insieme alle copie cartacee, di una copia digitalizzata di tutti gli atti e i documenti difensivi, allo scopo di garantire la progressiva formazione del fascicolo virtuale.

La giustizia amministrativa – che per la prima volta è presente Forum della Pa, che si è aperto ieri a Roma – in questo modo, si pone all'avanguardia ed è pronta al momento in cui il legislatore deciderà di staccare la spina del processo cartaceo. Per questa ragione abbiamo elaborato le necessarie regole tecniche per uniformare le condotte di tutti gli utenti.

Un corretto avvio del processo telematico richiede, però, anche un'attività di dematerializzazione di tutto il pregresso e, quindi, è in corso di realizzazione un importante progetto di digitalizzazione dei ricorsi pendenti.

Per altro verso, poi, si sta completando un'iniziativa che consente l'interoperatività del nostro sistema sia con quello dell'avvocatura dello Stato sia direttamente con gli studi legali dei difensori interessati. In alcuni tribunali questo progetto ha già ricevuto un positivo riscontro da parte del Foro. Il cosiddetto portale dell'avvocato consente, infatti, ai difensori di conoscere lo stato di avanzamento dei giudizi che li riguardano, gli atti e i documenti del fascicolo, i provvedimenti via via emessi.

Da tempo, inoltre, è operativa la "scrivania del magistrato", un software che consente ai nostri giudici di svolgere in materia informatizzata tutta la loro attività e di accedere al sistema informativo da qualsiasi postazione fissa o mobile.

Infine, un nuovo sito Internet è ormai pronto, con un patrimonio informativo che conta milioni di documenti tra decisioni e articoli di dottrina (siamo stati tra i primi a pubblicare on line, in tempo reale, il testo di tutte le decisioni).

Certo, non dovremo mai perdere di vista che l'informatica richiede flessibilità e continuo adeguamento, soprattutto quando è costretta a confrontarsi con le peculiarità dell'attività giurisdizionale. Ma essa è lo strumento essenziale per consentire ai giudici amministrativi di fornire ai cittadini un servizio più rapido ed efficace.

E ciò anche nella prospettiva di diminuire sensibilmente – per poi finalmente eliminare – il peso dell'arretrato e, quindi, il pesante fardello costituito dagli enormi indennizzi che lo Stato è tenuto a corrispondere per l'applicazione della cosiddetta legge Pinto sull'eccessiva durata dei processi.

Insomma uno strumento essenziale per un vero rinnovamento del sistema-giustizia.

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